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Hitler: la presa del potere (terza parte)

Posted on 6 Aprile 20215 Aprile 2021 By Riccardo Pittino

Le elezioni del 5 marzo consegnarono la maggioranza relativa ai nazisti, con i loro alleati conservatori avevano la maggioranza assoluta. Disponevano quindi dei numeri necessari per gestire gli affari correnti, ma non per incidere sulla costituzione.

Ma Hitler aveva altri piani, non solo la gestione degli affari correnti, voleva tutto il potere. Per ottenere questo risultato cercò di ingraziarsi la classe dirigente conservatrice, i grandi industriali e i monarchici, ma soprattutto voleva avere il sostegno del presidente Hindenburg.

Per conquistare il potere assoluto in maniera legale si pensò di fare approvare un decreto al Reichstag che conferisse al governo di Hitler tutti i poteri legislativi. Un piano ambizioso ma che doveva avere i due terzi dei voti del parlamento. I sostenitori di Hitler avevano la maggioranza assoluta, ma non i due terzi richiesti per una riforma costituzionale di questa portata.

Per raggiungere il numero legale vennero arrestati i deputati comunisti e un certo numero di socialdemocratici. Oltre a ciò Hitler riuscì a convincere il Zentrum a sostenere il decreto. Solo i pochi socialdemocratici presenti all’Opera Kroll, la sede provvisoria del Reichstag dopo l’incendio, si opposero.

Opera Kroll, nuova sede del Reichstag dopo l’incendio

Il leader socialdemocratico Otto Wels dichiarò, sotto la pressione dei reparti d’assalto nazisti che assediavano l’assemblea: “Pieni poteri, o guai a voi!… In questo momento storico noi socialdemocratici tedeschi ci dichiariamo solennemente per i principi di umanità e di giustizia, di libertà e di socialismo. Nessun decreto può darvi il potere di distruggere idee eterne e indistruttibili.”

Otto Wels, leader dei socialdemocratici

Un Hitler rabbioso gridò: “Siete in ritardo, eppure vi fate ancora avanti!… Non v’è più bisogno di voi… La stella della Germania sorgerà e la vostra tramonterà. Per voi, la campana suona a morto… I vostri voti non mi occorrono. La Germania sarà libera, ma non per opera vostra!”

Con 441 voti a favore contro 84, tutti dei socialdemocratici rimasti, il decreto passò. La democrazia tedesca e la Repubblica di Weimar furono definitivamente sepolti e in piena legalità. Gli alleati di Hitler, il mondo conservatore che aveva brigato in tutti quegli anni per liquidare il regime democratico finalmente ottenne il suo scopo. Ma non mancherà molto tempo che anche loro pagheranno il prezzo del sostegno dato ai nazisti. Hitler si rimangerà tutte le promesse, voleva il potere solo per lui e non lo avrebbe condiviso con altri.

Cultura Tags:Hindenburg, Hitler, nazisti, Otto Wells, socialdemocratici

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