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COP-28, tra significative assenze, rigidità e conflitti d’interesse

Posted on 2 Dicembre 20231 Dicembre 2023 By Emilia Accomando

E via, siamo pronti, dal 30 novembre al 12 dicembre si apre a Dubai la COP-28 (Conference of the Party), la riunione mondiale sul cambiamento climatico. La COP-28 inizia, secondo la Bbc, tra significative assenze e improvvidi conflitti di interessi. Tutti ci siamo augurati, già dagli anni ’90, di ottenere per governare i cambiamenti climatici, risultati forti, capaci di salvare il Pianeta, con la sequenza interminabile di COP, dove si elaboravano aspettative poi deluse. Vedevamo insuccessi e scarsa responsabilità dei politici riguardo ai cambiamenti climatici, parallelamente a “fame” di prodotti petroliferi, mancanza di progettazione in numerosi campi del vivere civile…e noi sempre speranzosi. Chiediamoci ora, alle soglie di una nuova COP a Dubai, a che punto siamo arrivati.

Quali sono le finalità delle COP, le Conferenze delle Nazioni Unite sul clima?

Le COP (Conference of the Parties) sono state istituite dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) al Vertice della Terra tenutosi a Rio de Janeiro già nel 1992, quando furono evidenziati tre processi biofisici ad alto rischio già in atto: desertificazione, perdita di biodiversità e cambiamento climatico.

Ci si concentrò successivamente su quest’ultimo aspetto, ricordando che già le prime COP riunivano ai tavoli più di 200 parti, tra cui Paesi, organizzazioni regionali e attori non statali. La prima COP ebbe luogo a Berlino nel 1995, un anno dopo l’entrata in vigore degli accordi raggiunti alla Convenzione di Rio de Janeiro. Da allora, le riunioni delle parti si sono tenute ogni anno per discutere, negoziare e concordare insieme come affrontare il cambiamento climatico.

Le Assemblee delle COP hanno rappresentato la speranza di un possibile accordo tra gli Stati per evitare i grandi rischi che corre lo sfruttamento del Pianeta. Gli Stati sembravano prenderne coscienza. L’obiettivo era quello di stabilire linee d’azione più chiaramente definite sulla base degli studi realizzati.

Ogni volta si ribadiva la necessità di limitare le emissioni di carbonio non oltre lo 0,5% e di limitare l’aumento massimo della temperatura media globale a non più di 2 gradi Celsius sopra i livelli preindustriali, quasi senza risultati.

La COP-28 porterà ad accordi e decisioni di maggiore sostanza?

La Convenzione rappresenta il principale trattato internazionale in materia ambientale. L’obiettivo di quest’intesa è quello di ridurre le emissioni di gas serra, principali responsabili del riscaldamento globale, a tutela della biodiversità, dell’integrità degli ecosistemi e della salute umana. A trentuno anni dal primo incontro, oggi la COP 28 mira a coinvolgere i Paesi firmatari nell’incremento delle strategie di mitigazione delle emissioni di gas serra climalteranti. Inoltre, è l’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento delle azioni volte a dimezzare le emissioni globali di gas serra entro il 2030.

Tra le pagine del documento anticipato dagli organizzatori si legge che gli impegni di riduzione delle emissioni dei gas serra presi finora di propria iniziativa dagli Stati, conosciuti con l’acronimo NDCs (Nationally Determined Contributions), se rispettati, contribuiranno ad avere un clima più caldo di 1,7°C. Purtroppo si teme che l’aumento di temperatura sarà ben più alto e probabilmente, prima della fine del secolo, si raggiungerà la soglia di 3°C. Per contrastare questo allarmante scenario, che avrebbe ripercussioni negative per l’ambiente e anche per la salute globale, sarebbe necessario centrare l’obiettivo di 1,5°C stabilito dall’Accordo di Parigi. Eppure, secondo le raccomandazioni contenute nell’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’ente scientifico che si occupa di mettere insieme migliaia di studi prodotti sulla crisi climatica, per raggiungere il suddetto di traguardo di 1,5°, bisognerebbe tagliare il 43% delle emissioni dei gas serra entro il 2030 e l’84% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2019.

Oltre ai tagli sulle emissioni, si parla anche di assumere nuove azioni per controllare le emissioni dannose?

La COP 28 è anche la sede in cui dar seguito e consolidare l’impegno assunto da 47 Paesi durante la COP 26, tenutasi nel 2021 a Glasgow (Scozia), per ridurre l’impatto del settore sanitario sulle emissioni di gas serra.

Per l’occasione, oltre ai governi, 54 istituzioni afferenti a 21 Paesi, rappresentanti di circa 14.000 ospedali e centri sanitari, si sono accordate per arrivare all’azzeramento delle emissioni. Incredibile a dirsi, ma un settore messo sotto osservazione è quello sanitario, da un lato chiamato direttamente in causa nella cura e nell’assistenza di patologie strettamente connesse al cambiamento climatico, dall’altro responsabile di contribuire in modo significativo alle emissioni stesse che impattano negativamente sulla salute, come risulta da un documento dell’Istituto superiore della Sanità “La conferenza delle parti sul clima: a Dubai una doppia opportunità per la salute del 23 novembre 2023”

Quali rigidità e conflitti d’interesse oggi a pochi giorni dall’apertura della 28^ “Conferenza delle Parti” delle Nazioni Unite (COP 28)?

Purtroppo, parallelamente al lancio della COP-28, leggiamo tra le righe di alcuni quotidiani due notizie piuttosto preoccupanti. Il Presidente Joe Biden non sarà presente in persona alla COP programmata alla fine del mese, mentre era stato presente ad altre due COP, sminuendo di fatto l’iniziativa.

Altro caso su cui si ferma l’attenzione dei media, soprattutto della Bbc, è un “caso eclatante di conflitto di interessi tra la Presidenza della Conferenza e gli obiettivi dell’incontro”. A Dubai il capo della COP-28 è Sultan al Jaber, al vertice dell’Azienda petrolifera statale degli Emirati Arabi Uniti, l’Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC), pronto a negoziare accordi in materia di combustibili fossili. Sultan al Jaber avrebbe proposto alla Cina di “…collaborare a progetti congiunti nel settore del gas naturale liquefatto in Mozambico, Canada, Australia”, come riporta il Manifesto del 28 novembre 2023.

Poco da commentare, le perplessità su una COP così strutturata ci lascia poca fiducia, sta forse diventando una scadenza da rispettare senza che si possano decidere in modo razionale, palese, incondizionato scelte importanti a difesa della Natura, dell’Ambiente e di noi tutti cittadini del Mondo?

stottipud@gmail.com

Fonti

  • “La conferenza delle parti sul clima: a Dubai una doppia opportunità per la salute”, da Istituto Superiore della Sanità, 23 nov. 2023
  • www.epicentro.iss.it/ambiente/cop-28-2023
  • Giuseppe Asta, Alla Cop28 un mondo “fuori rotta” che non sa rinunciare alle energie fossili, Rainews, 27 nov. 2023
  • Sabato Agieri, Biden diserta la COP-28, il Manifesto, 28 nov. 2023
Prima Pagina Tags:COP-28

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