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Giove, il guardiano del sistema solare

Posted on 6 Dicembre 202012 Dicembre 2020 By Luca Marini

Giove, (conosciuto anche come Iupiter o Jupiter) è il dio supremo (il re di tutti gli dèi), della religione e della mitologia romana i cui simboli sono il fulmine e il tuono. In effetti, é il pianeta più grande del sistema planetario solare, il quinto corpo celeste a partire dalla nostra stella. Classificato al pari di Saturno, Nettuno ed Urano come gigante gassoso ha una massa pari a due volte e mezzo la somma di tutti gli altri pianeti messi insieme.

 

Fotomontaggio che mette in evidenza la differenza di massa e dimensioni tra Jupiter e la Terra.

La sua composizione é principalmente costituita da idrogeno ed elio con piccole quantità di altri composti, quali ammoniaca, metano ed acqua. A causa delle sue dimensioni e dalla composizione simile a quella solare, Giove è stato considerato per lungo tempo una “Failed Star”. In realtà, non è assolutamente così: Giove non ha mai avuto la massa necessaria (quindi almeno 75/90 volte in più di quella attuale) per ospitare le condizioni di temperatura e pressione necessarie all’innesco delle reazioni di fusione dell’idrogeno in elio, il che avrebbe reso il sistema solare un sistema stellare binario. Si teorizza che il pianeta abbia un nucleo solido, presumibilmente roccioso, costituito da carbonio e silicati di ferro sopra il quale gravano un mantello di idrogeno metallico ed una vasta copertura atmosferica che esercitano su di esso pressioni estreme.

Il suo intenso campo gravitazionale influenza il sistema solare nella sua struttura perturbando le orbite degli altri pianeti e lo “ripulisce” da detriti che altrimenti rischierebbero di colpire i pianeti più interni. Da qui il suo titolo di guardiano del sistema solare. Intorno a Giove orbitano 79 satelliti naturali ed un sistema di anelli scarsamente visibili.

L’atmosfera gioviana è formata da nubi formate da cristalli di ammoniaca ghiacciata, composti del fosforo, del carbonio e dello zolfo. Le nubi si dispongono in fasce orizzontali alternate di vari colori, che si muovono in senso opposto l’un all’altra. Esse vengono spinte da venti fortissimi e raggiungono velocità maggiori di 600 Km all’ora! L’attrito tra le diverse fasce produce dei vortici, che appaiono come macchie di forma ovale:

Dettagli dei vortici gioviani

Oltre ai vortici, sono presenti protuberanze e macchie irregolari, la più grande delle quali è la Grande Macchia Rossa (GRS). La Grande Macchia Rossa è un enorme vortice atmosferico, di forma ellittica, lungo 25.000 Km e largo circa 12.000 Km. E’ localizzata nell’emisfero sud del pianeta e fu scoperta dall’astronomo Cassini nel 1665. Per secoli è stata facilmente visibile per via del suo spiccato colore rosso, che, però, negli ultimi decenni si è notevolmente decolorato arrivando ad un leggero colore marroncino, non facilmente distinguibile dal resto delle strutture gioviane.

Come Saturno, Giove emette un surplus d’energia, in questo caso pari a due volte e mezzo a quella che riceve dal Sole, quindi deve possedere, a differenza degli altri pianeti, qualche sorgente interna. L’energia in eccesso è prodotta dalla lenta contrazione gravitazionale del pianeta, la quale trasforma l’energia potenziale gravitazionale in energia radioattiva, portando la zona nucleare ad una temperatura dell’ordine dei 20.000 Kelvin.

Il campo magnetico di Giove è molto intenso e ha verso opposto rispetto a quello terrestre: una bussola sul pianeta indicherebbe il sud anziché il nord! Tale campo è dovuto alla grande massa d’idrogeno fluido che compone il pianeta, che funziona come un gigantesco corpo conduttore elettrico.

Nelle regioni polari del pianeta sono state osservate emissioni aurorali, simili alle aurore polari terrestri; esse sono probabilmente dovute a particelle cariche provenienti dal satellite Io, le quali si muovono nel campo magnetico gioviano emettendo radiazione elettromagnetica.

Date le incredibili e varie peculiarità che Giove ci offre, mi soffermerò parecchio sulle sue caratteristiche nei prossimi articoli. Il nostro viaggio all’interno del sistema solare merita più di una semplice sosta al cospetto del pianeta “guardiano”.

 

 

Cultura Tags:Astronomia

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