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La Repubblica di Weimar

Posted on 27 Ottobre 202027 Ottobre 2020 By Riccardo Pittino

La vita politica ed economica nella Repubblica di Weimar è stata molto turbolenta e densa di eventi. Nonostante questo periodo sia stato anche teatro di scontri politici in cui l’elemento violento, dall’omicidio politico ai colpi di stato, era “quasi” all’ordine del giorno, il mondo culturale fu immensamente prolifico, anticipando quelle che sarebbero state le tendenze future a livello mondiale in molti campi: dall’architettura alla cinematografia, dalla fotografia alla pittura.

Un nome su tutti: “Bauhaus”. Esso fu il famoso istituto superiore di istruzione artistica fondato a Weimar nel 1919 e chiuso a Berlino nel 1933, che introdusse un nuovo linguaggio in grado di realizzare una conciliazione tra arti ed artigianato, e che avrebbe, tra le altre, fatto da modello per i grattacieli che oggi vediamo nelle città di tutto il mondo, specialmente negli States. Su questo particolare argomento rimando volentieri agli articoli di Shauni Adami che trovate sempre su PuntoCriticoBlog.

Un fenomeno nuovo stava emergendo nella Germania di quegli anni: cominciava ad aumentare di numero la classe borghese composta da piccoli negozianti e commercianti e nuove figure professionali legate al terziario facevano la comparsa. Tutto questo, unito alla voglia di lasciarsi alle spalle i dolori della guerra appena finita e dell’instabilità sociale, spinse le nuove generazioni a far proprio uno spirito più lassista rispetto all’epoca guglielmina e diede fama di decadenza a Berlino. Una serie TV di successo trasmessa anche in Italia ne ha descritto miserie e splendori: Babylon Berlin.

Ma, ovviamente, non fu solo la vita notturna, anche se all’epoca era quella più appariscente ed esecrata dai nazisti, l’unica protagonista di quegli anni. Scienziati tedeschi diedero contributi importantissimi alla fisica quantistica, all’aerodinamica ( nacquero in quel periodo gli studi per i futuri aerei a reazione), Albert Einstein ricevette il premio Nobel nel 1921, il fisico tedesco Werner Heisenberg formulò il suo principio di incertezza e con Max Born e Pascual Jordan, realizzò la prima definizione completa e corretta della meccanica quantistica attraverso l’invenzione della meccanica Matrix. Enorme fu anche il contributo degli scienziati tedeschi allo sviluppo della chimica.

La teoria sociale e politica (soprattutto il marxismo) si combinò con la psicoanalisi freudiana per formare la disciplina della Teoria Critica con il suo sviluppo presso l’Istituto per la Ricerca Sociale (noto anche come la Scuola di Francoforte) fondato presso l’Università di Francoforte sul Meno.

I filosofi più importanti associati alla cosiddetta “Scuola di Francoforte” furono Erich Fromm, Herbert Marcuse, Theodor Adorno, Walter Benjamin e Max Horkheimer. Tra i filosofi di spicco di quegli anni c’erano anche Martin Heidegger e Max Weber.

In pittori come Otto Dix e George Grosz si riconosce un’amara e cinica critica alla vita nella Germania di Weimar, e lo sforzo di ritrarre un senso di realismo che vedevano mancare in altre correnti artistiche dell’epoca. Sempre in quel periodo il movimento dadaista stravolse le convenzioni attraverso un rifiuto degli standard artistici, di fatto ponendosi come anti-arte.

Scrittori come Alfred Dablin, Erich Maria Remarque e i fratelli Heinrich e Thomas Mann con il loro sguardo desolante sul mondo descrissero il fallimento della politica e della società. Molti scrittori stranieri si recarono a Berlino attirati dalla cultura dinamica e più libera della città. Il critico culturale Karl Kraus con la sua brillante e controversa rivista “Die Fackel” divenne la coscienza letteraria e politica di quest’epoca.

I teatri di Berlino e Francoforte sul Meno rappresentavano le opere di Bertolt Brecht che trasponevano temi marxisti e nuove forme di espressione teatrale come l’Agitprop il cui scopo era quello di aggiungere elementi di protesta pubblica e politica al teatro, nella speranza di creare un pubblico più attivista. Il cinema ebbe uno sviluppo notevole sia dal punto di vista tecnico che artistico. Citiamo solo alcuni film che sono diventati l’icona di quel periodo: Il Gabinetto del Dr. Caligari, diretto da Robert Wiene, considerato il primo film espressionista tedesco, il film horror Nosferatu di F. W. Murnaufu, Il dottor Mabuse di Fritz Lang che ritraeva la corruzione e il caos sociale a Berlino e più in generale, secondo Lang, nella Germania di Weimar.

Come abbiamo visto i brevi anni di quella esperienza che segnarono sia la Germania che il mondo nei decenni successivi furono densi e ricchi. Ma tutto questo ebbe una fine tragica, prima con l’avvento del nazismo, e poi con la tragedia della seconda guerra mondiale.

Cultura Tags:cultura, Einstein, nazismo, società, Weimar

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