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La destra francese e la sua egemonia culturale in vista delle elezioni regionali

Posted on 2 Giugno 20212 Giugno 2021 By Mario Monaco

Non solo in Italia la destra detta l’agenda politica, e da diversi anni pure, imponendo temi e percezioni della realtà che riescono a “fare” massa critica e quindi a produrre consenso, ma anche in Francia sembra che la deriva securitaria, cavallo di battaglia della destra, sia al centro delle preoccupazioni dei francesi.

In questo favorita dagli episodi, sempre più frequenti, di ferimenti e uccisioni di poliziotti e di fatti di violenza in genere: la morte di un agente ad Avignone, il ferimento di una poliziotta municipale in un paesino vicino Nantes, l’uccisione di una impiegata di un commissariato a Rambouillet, hanno intessuto la trama tragica di una sequenza micidiale di sangue dagli esiti potenzialmente esplosivi in una Francia lacerata dai conflitti.

Infatti tra pochi giorni si svolgeranno le elezioni regionali, divise in due turni, 20 e 27 giugno, e saranno dominate dalla percezione dei francesi di una insicurezza di fondo delle loro realtà urbane grandi e piccole, come vuole la vulgata di destra, mentre i dati “veri”, nudi e crudi, smentirebbero questa escalation emergenziale, traccia narrativa con ricadute politiche evidenti che ricorda quello che è successo spesso anche in Italia nel recente passato.

La famosa “realtà percepita”, questa volta in salsa francese, e simili appaiono anche i balletti di una politica spaventata dalla reale posta in gioco di queste regionali: ovvero il primo tempo di una partita elettorale decisiva che approderà al secondo tempo delle presidenziali del 2022.

Presidenziali che vedono la Le Pen del Rassemblement National in gran spolvero, mentre il Macron vincitore delle scorse appare in forte affanno, archiviata frettolosamente la patina di progressismo che i media gli avevano appiccicato addosso, il presidente ha virato a destra sui classici tempi dell’immigrazione e della sicurezza. Ma non pare partire in vantaggio.

Il governo stesso è in uno stato confusionale, con un ministro, Darmanin, che ha lisciato il pelo alla rabbia degli appartenenti alla polizia per la presunta inefficacia dell’ordine giudiziario, partecipando ad una manifestazione sul tema, subito rimbrottato dai suoi colleghi. In buona sostanza, non sembra un errore vedere una serie di analogie tra Francia e Italia sul terreno del securitarismo, visto come la piattaforma di lancio della destra più aggressiva : a Parigi la Le Pen e a Roma la Meloni. Due donne che sono in pista per raggiungere le stanze del potere.

Prima Pagina Tags:elezioni regionali, Francia, Le Pen, Macron, presidenziali

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