Skip to content

  • Home
  • News
  • Prima Pagina
  • Politica Internazionale
  • Cultura
  • Trattati
  • Territorio
  • Chi siamo
  • Toggle search form
  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran Prima Pagina
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi Prima Pagina
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo Prima Pagina
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump Politica Internazionale
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Cleone il demagogo e i suoi epigoni Politica Internazionale
  • Il solito liberismo a fronte del collasso Prima Pagina
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina
  • La Grecia ritorna all’inizio dell’ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere Prima Pagina
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • Chi paga e chi comanda la guerra di Kiev Prima Pagina
  • Israele, l’ultimo stato colonialista europeo Prima Pagina
  • L’antisionismo NON È antisemitismo. Prima Pagina
  • L’aiutino arriva da oltre oceano… Prima Pagina
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura

L’intramontabile design anni Sessanta: Eero Aarnio

Posted on 23 Luglio 202122 Luglio 2021 By Shauni Adami

Queste iconiche sedie fanno parte del design mondiale da più di 50 anni. C’è chi le venera, chi le detesta, ma non c’è persona che non le conosca. Hanno abbellito le scene dei film di James Bond e di Men in Black, di The Prisoner (1967-1968), Luna zero due (1969), Austin Powers (1997), Zoolander (2001) e Il giudice John Hodgman (2013).

Copertina Vogue, 2001

L’inventore è il designer finlandese Eero Aarnio, nato nel 1932 a Helsinki e considerato uno dei più grandi innovatori del design del mobile moderno. Dagli anni Sessanta, Aarnio ha iniziato a sperimentare con la fibra di vetro, la plastica, i colori vivaci e forme organiche, rompendo le convenzioni del design tradizionali. L’artista è conosciuto come progettista d’interni e product designer ma ha anche lavorato nei campi della progettazione grafica e della fotografia.

Erro Aarnio nella sua Ball Chair

Aarnio è famoso anche per le sue lampade, i suoi mobili e come stilista del legno: il suo design è caratterizzato da un atteggiamento positivo e da una natura gioiosa. Le sue creazioni sono presenti nei musei di tutto il mondo, tra cui il Victoria and Albert Hall Museum di Londra, il MoMA di New York, il Vitra Design Museum di Weil am Rhein in Germania e il Centro Georges Pompidou di Parigi.

Disegno della Ball Chair, anni ’60

La sua iconica Ball Chair, denominata anche Globe Chair, è una seduta ricavata utilizzando una delle forme elementari della geometria solida, la sfera, a formare una sedia dalla forma assolutamente non convenzionale. Ma come nasce un’idea così particolare? Il designer racconta che nel 1962 avendo appena aperto il suo primo studio indipendente, gli mancava una poltrona grande e comoda; quale idea migliore di costruirne una da sé?

Ball Chair

L’architetto realizzò prima un disegno in scala 1:1 del modello, per verificare la possibilità di utilizzo da parte di una persona di alta statura. In seguito, ne costruì un prototipo in legno compensato, lo ricoprì di carta bagnata ed iniziò a rivestirlo in vetroresina. Una volta creato questo guscio, non fece altro che rimuovere l’intelaiatura interna e imbottirla. Infine aggiunse il piedistallo e collocò addirittura un telefono all’interno della sfera. L’utilizzo della vetroresina aiutò molto Aarno soprattutto grazie alla sua duttilità e robustezza, caratteristiche che non ponevano limiti alla creazione di nuove forme.

Ball Chair

I giudizi su questa sedia non potevano essere che positivi: qualcuno l’ha definita “una stanza nella stanza” o “uno spazio nello spazio”, poiché l’ambiente che vi si crea risultava a sé stante, uno spazio all’interno del quale è possibile trovare calma e relax.

Ball Chair

L’evoluzione della Ball Chair è la Bubble Chair, un modello molto più semplice ed essenziale. Già con il modello del 1963 era riuscito a creare un ambiente intimo e isolato, ma il materiale utilizzato non permetteva alla luce di filtrare al suo interno, il che rendeva quasi impossibile lo svolgimento di molte attività. Come affermato dall’artista: “Ho avuto l’idea di una palla trasparente, dove la luce viene da tutte le direzioni. L’acrilico può essere riscaldato e modellato come una bolla di sapone, e sapevo che i lucernari a forma di cupola erano fatti così. Ho contattato un produttore e ho chiesto se fosse tecnicamente possibile far esplodere una bolla abbastanza grande per la mia sedia. Hanno detto di sì”.

Bubble Chair

Infatti la sfera della Bubble Chair è realizzata in acryglass, materiale che offre resistenza e al contempo grande leggerezza.

Bubble Chair

La difficoltà iniziale riscontrata dall’artista è stata nella creazione del piedistallo, poiché nel 1968 era pressoché impossibile creare una base trasparente che fosse al contempo anche bella e funzionale: Aarnio quindi decise di far pendere la sfera dal soffitto attraverso una catena di anelli di acciaio, il che ha reso il tutto ancora più magico.

Cultura

Navigazione articoli

Previous Post: G8 di Genova e i tanti Provenzano d’Italia
Next Post: Sulle rive del Metauro

Related Posts

  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura
  • Un Plurisecolare tormento alle radici dell’aggressività occidentale Cultura
  • 14 luglio 1789 Cultura
  • La scommessa di Maarbale Cultura

More Related Articles

Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura
Un Plurisecolare tormento alle radici dell’aggressività occidentale Cultura
14 luglio 1789 Cultura
La scommessa di Maarbale Cultura

Ultimi Articoli

  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta

Video in evidenza

Legal

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni
  • Il messaggio è chiaro Prima Pagina
  • USI, il sindacato pensato e costruito dai lavoratori Prima Pagina
  • Comunicazione, informazione e politica Prima Pagina
  • G8 di Genova e i tanti Provenzano d’Italia Prima Pagina
  • Rincorsa salari-prezzi? Prima Pagina
  • Se non altro, per ora non si parla di tagli Prima Pagina
  • Corbevax, un vaccino etico Prima Pagina
  • Andrà tutto bene Prima Pagina
  • Redistricting May Lead More Balanced Congress Prima Pagina
  • L’eclisse della politica Prima Pagina
  • L’Afghanistan e l’Occidente Prima Pagina
  • Io non c’entro Prima Pagina

Punto Critico Blog - LM