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La quinta generazione della telefonia mobile

Posted on 11 Ottobre 202011 Ottobre 2020 By Luca Marini

Ed arrivò anche la quinta generazione della telefonia mobile, conosciuta ai più come 5G o Fifth Generation. Con il termine 5G si indicano tecnologie e protocolli di nuova generazione per la comunicazione mobile.

Questa “quinta generazione”, che segue le precedenti 2G, 3G e 4G, è quindi la tecnologia di connessione che utilizzeranno i nostri smartphone, ma anche e soprattutto i tanti oggetti connessi intorno a noi, destinati a essere sempre più numerosi (domotica domestica, auto a guida autonoma o Internet of Things in generale ).

Una delle caratteristiche principali di questa rete è quella di permettere molte più connessioni in contemporanea, con alta velocità e tempi di risposta molto rapidi: ad esempio, se pensiamo alla chirurgia a distanza, il lasso temporale che intercorrerà tra l’invio  del comando al dispositivo di sala ed il momento in cui il dispositivo stesso eseguirà l’azione scenderà a 1-10 millisecondi, circa 10 volte meno degli attuali 50-100 millisecondi del 4G. Questo è uno degli aspetti considerati più importanti per i nuovi servizi digitali che si andranno a sviluppare nel prossimo futuro.

Lo standard 5G utilizza nativamente le risorse in maniera decisamente più performante; invece di diffondere in tutte le direzioni come avviene con le precedenti generazioni, concentra attivamente il segnale dove serve in un dato momento, e oltre a una matematica più efficiente usa frequenze di trasmissione più alte, che per loro natura permettono di far passare più dati usando la stessa potenza o, viceversa, di usare meno potenza per far transitare la stessa quantità di dati. Il fatto che gran parte del lavoro, nelle reti 5G, sia in carico al sistema di antenne e non dall’hardware dello smartphone, potrebbe anche comportare un notevole risparmio energetico, con una maggiore durata delle batterie dei device.

Attraverso queste ottimizzazioni andremo ad avere un ulteriore risparmio sulla trasmissione dati del 90% circa rispetto alla precedente rete mobile.

Anche se naturale evoluzione delle reti G, ha caratteristiche di trasmissione completamente diverse: il 5G viaggerà su frequenze più “alte” rispetto a 2G, 3G e 4G, ma la rete di antenne/ripetitori utilizzerà segnali dotati di potenza più “bassa”. Inoltre, anche se a frequenze maggiori, la capacità di penetrazione di queste onde nei tessuti umani rimane limitata agli strati superficiali della pelle, non avendo la potenza necessaria per causare danni al Dna o agli organi interni. Con una rete così strutturata e per la capillarità delle antenne del 5G, viene da pensare a un’esposizione limitata e dagli effetti negativi equiparabili o addirittura inferiori a quelli derivanti dall’uso di tecnologie precedenti.

Insomma, ci preoccupiamo tanto del 5G e poi ce ne stiamo beatamente mezzi nudi in spiaggia con il sole allo zenith a prenderci una bella pioggia di radiazioni solari, con le nostre cuffie bluetooth e, una volta tornati a casa, ammiriamo il nostro cibo cuocersi nel microonde…..

Cultura Tags:5G", IoT, Mobile

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