Skip to content

  • Home
  • News
  • Prima Pagina
  • Politica Internazionale
  • Cultura
  • Trattati
  • Territorio
  • Chi siamo
  • Toggle search form
  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran Prima Pagina
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi Prima Pagina
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo Prima Pagina
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump Politica Internazionale
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Cleone il demagogo e i suoi epigoni Politica Internazionale
  • Il solito liberismo a fronte del collasso Prima Pagina
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina
  • La Grecia ritorna all’inizio dell’ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere Prima Pagina
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • Chi paga e chi comanda la guerra di Kiev Prima Pagina
  • Israele, l’ultimo stato colonialista europeo Prima Pagina
  • L’antisionismo NON È antisemitismo. Prima Pagina
  • L’aiutino arriva da oltre oceano… Prima Pagina
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura

Clima elettrico

Posted on 12 Ottobre 202019 Ottobre 2020 By Ivan Volpi

Il clima sta cambiando non solo a causa dell’azione antropica sulla natura, come ci stanno dicendo Greta e i ragazzi del Fridays For Future da qualche tempo a questa parte, ma anche per il mutato quadro legislativo nazionale del settore idroelettrico. Il nuovo ambito ha fatto alzare la tensione politica e reso quest’aria autunnale più frizzante.

In tutto il mondo e da noi in particolare, il problema della reperibilità e dello sfruttamento delle risorse idriche secondo una visione di bene pubblico, ha raggiunto un elevato grado di sensibilità sociale e una diffusa capillarità territoriale. Con questi intenti ma in un clima storico più vicino all’idea di nazionalizzazione che a quella di privatizzazione, nel 1956 nasceva un ente che ancora oggi è al centro dell’attenzione: il Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero del Tagliamento, BIM. La funzione istituzionale sino ad ora svolta dal BIM è quella di “favorire e sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio amministrato”; nel concreto si tratta della riscossione dei sovraccanoni dai produttori di energia idroelettrica e dell’utilizzo di tali proventi direttamente o attraverso gli stessi Comuni.

In questo contesto il disegno di legge regionale 107 sulle Grandi Derivazioni d’acqua a uso idroelettrico (quelle afferenti a impianti idroelettrici aventi una potenza nominale media pari ad almeno 3 MW) approderà in Consiglio regionale a Trieste a fine ottobre: cuore del provvedimento è la regionalizzazione della proprietà delle opere idroelettriche. Stiamo parlando di 388 concessioni e, solo per prendere il caso particolare delle centrali A2A, con Somplago e Ampezzo in prima fila, di una potenza di “fuoco” di 235 MV. Verranno tutelati gli interessi privati o quelli pubblici? Quelli degli attuali gestori oppure quelli del territorio e delle comunità locali? Sono necessarie scelte radicali rispetto ad una politica che ha costretto una risorsa, l’acqua, ad essere a disposizione del mercato. Negli anni non abbiamo avuto significative ricadute occupazionali, abbiamo registrato diseconomie di gestione, opacità e significative ripercussioni ambientali; tutti elementi clinicamente ascrivibili a quella patologia che prende il nome di emorragia democratica.

Infine, se allarghiamo maggiormente lo sguardo non possiamo fare a meno di notare che l’ultima parola sul tema ce l’ha sempre il diritto dell’UE che, per bocca dei suoi commissari, si è già fatto sentire attraverso lettere di richiamo e di messa in mora spedite giù a Roma. Le linee guida da seguire, ci dicono, devono essere la Direttiva sui servizi 2006/123/CE (cd.Direttiva Bolkenstein) e del Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE), in particolare, ai sensi dell’articolo 49TFUE, sulla libertà di stabilimento e dell’articolo 57 TFUE, sulla definizione dei servizi.

Sguardo sul Territorio Tags:direttivabolkenstein, idroelettrico, leggeregionale

Navigazione articoli

Previous Post: La quinta generazione della telefonia mobile
Next Post: La Repubblica di Weimar

Related Posts

  • A Trieste, un altro sfregio, l’ovovia Sguardo sul Territorio
  • Un altro sfregio in FVG, un’acciaieria nella laguna dell’Aussa Corno Sguardo sul Territorio
  • PFAS e PESTICIDI nella pianura padana tra Veneto e Friuli, una terra avvelenata Sguardo sul Territorio
  • SIOT non demorde, e anche San Dorligo della Valle-Dolina soffrono Sguardo sul Territorio
  • Elezioni regionali 2023: una corsa contro il tempo Sguardo sul Territorio
  • Braccio di ferro tra il Comitato Alto But e SIOT Sguardo sul Territorio

More Related Articles

A Trieste, un altro sfregio, l’ovovia Sguardo sul Territorio
Un altro sfregio in FVG, un’acciaieria nella laguna dell’Aussa Corno Sguardo sul Territorio
PFAS e PESTICIDI nella pianura padana tra Veneto e Friuli, una terra avvelenata Sguardo sul Territorio
SIOT non demorde, e anche San Dorligo della Valle-Dolina soffrono Sguardo sul Territorio
Elezioni regionali 2023: una corsa contro il tempo Sguardo sul Territorio
Braccio di ferro tra il Comitato Alto But e SIOT Sguardo sul Territorio

Ultimi Articoli

  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta

Video in evidenza

Legal

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina
  • Acqua, da bene comune a prodotto finanziario, in nome di sua Maestà il Profitto Prima Pagina
  • How the U.S. Raced to Arm Ukraine Prima Pagina
  • Il coraggio del futuro con le ricette fallimentari del passato Prima Pagina
  • Climate Change 2022: Impatti, adattamento e vulnerabilità Prima Pagina
  • Un vero uomo di stato: Enrico Mattei (quinta parte) Prima Pagina
  • L’agonia della democrazia italiana Prima Pagina
  • Le mille facce del liberismo italiano Prima Pagina
  • Alcune riflessioni sull’era berlusconiana Prima Pagina
  • Malattie e classi sociali: una correlazione dimenticata Prima Pagina
  • Ragioni di potere Prima Pagina
  • Europe’s Central Bank Speeding Up End to Economic Stimulus Prima Pagina

Punto Critico Blog - LM