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Weimar e Hitler: la mancata resistenza (terza parte)

Posted on 27 Aprile 202126 Aprile 2021 By Riccardo Pittino

Il Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) era quello più strutturato e ricco di storia del panorama politico della Repubblica di Weimar. Nato nella seconda metà dell’Ottocento e confinato all’opposizione fino alla conclusione del primo conflitto mondiale, aveva ottenuto la fiducia di un terzo dell’elettorato. Negli anni Venti perse molti voti che confluirono nel Partito Comunista. Le divisioni insorte nella sinistra, sia durante la guerra che nella gestione della transizione successiva, giocarono un ruolo determinante nel segnare la fine dell’esperienza weimariana.

Otto Wels, leader dei socialdemocratici

L’SPD aveva una struttura paramilitare, il Reichsbanner, che condivideva con le altre formazioni politiche principali (Zentrum, DDP). I più importanti sindacati tedeschi facevano rifermento ai socialdemocratici. Disponeva quindi di una forza molto importante per poter contrastare l’ascesa del nazismo. Oltre a questo, l’SPD era stata presente quasi ininterrottamente nel governo Prussiano dalla 1919 al 1932.

Una sfilata del Reichsbanner

Nel ’32 ci fu una crisi istituzionale in Prussia che vide l’allontanamento dei socialdemocratici grazie ad un “colpo di stato” attuato dal governo centrale presieduto da Franz von Papen. Nonostante la situazione politica fosse sempre più agitata e i nazisti sempre più violenti, l’SPD rispose sempre rimanendo nell’alveo costituzionale, confidando nella forza delle istituzioni che aveva aiutato a creare e a consolidare.

Incendio del Reichstag

Questo atteggiamento però era inadeguato per tenere testa alla destra che stava cercando in tutte le maniere di ottenere il potere. L’aver partecipato per lungo tempo al governo della Prussia con tutti i compromessi che questo comportava, aveva reso la dirigenza dell’SPD eccessivamente lassista e poco propensa agli scontri diretti su larga scala.

Facendo affidamento sul controllo della polizia del più importante stato tedesco, confidava di tenere sotto controllo la situazione. Ma appena perse questa carta, in poco tempo la situazione si capovolse. La Repubblica di Weimar non era quella istituzione solida che i dirigenti socialdemocratici pensavano che fosse.

Quando Hitler diventò cancelliere non furono mobilitati i sindacati e nemmeno il Reichsbanner. Anche se la base del partito negli anni precedenti si era mobilitata insieme ai comunisti, la dirigenza non cercò un’alleanza organica di tutta la sinistra. I nazisti si trovarono di fronte ad un’opposizione che, pur avendo i numeri, si arrese senza combattere.

Cultura Tags:comunisti, Hitler, SPD, Weimar

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