Skip to content

  • Home
  • News
  • Prima Pagina
  • Politica Internazionale
  • Cultura
  • Trattati
  • Territorio
  • Chi siamo
  • Toggle search form
  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran Prima Pagina
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi Prima Pagina
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo Prima Pagina
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump Politica Internazionale
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Cleone il demagogo e i suoi epigoni Politica Internazionale
  • Il solito liberismo a fronte del collasso Prima Pagina
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina
  • La Grecia ritorna all’inizio dell’ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere Prima Pagina
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • Chi paga e chi comanda la guerra di Kiev Prima Pagina
  • Israele, l’ultimo stato colonialista europeo Prima Pagina
  • L’antisionismo NON È antisemitismo. Prima Pagina
  • L’aiutino arriva da oltre oceano… Prima Pagina
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura

La politica economica di Hitler (seconda parte)

Posted on 27 Maggio 202126 Maggio 2021 By Riccardo Pittino

Consolidamento del potere. Questo era l’obiettivo principale che Hitler voleva perseguire dopo aver preso la cancelleria e liquidato di fatto la democrazia tedesca. La Germania si trovava in una situazione economica disastrosa anche se il fondo si era già toccato nel 1932. Il governo Schleicher aveva varato una serie di decreti per far fronte alla dilagante disoccupazione e programmato un piano di investimenti per rendere più efficiente l’amministrazione oltre ad un piano occupazionale molto aggressivo per riuscire ad abbattere la piaga della disoccupazione.

Il tasso di disoccupazione in Germania negli anni ’30

I nazisti  si trovarono quindi la strada spianata in campo economico e naturalmente ne approfittarono. Contrariamente a quanto si pensa, all’inizio, non furono le spese militari la parte preponderante del bilancio pubblico. Gli investimenti erano concentrati soprattutto nelle infrastrutture, in questo campo fu dato grande rilievo alla costruzione di una poderosa rete autostradale. Questo progetto fu importante più sotto il profilo della propaganda che per il numero dei lavoratori effettivamente impiegato. Dava in effetti l’idea di una nazione che si trovava in marcia verso un nuovo futuro.

Numero dei lavoratori coinvolti nella costruzione della rete autostradale tedesca

L’edilizia abitativa era l’altro settore in cui lo stato investì in maniera massiccia, le risorse triplicarono in pochi anni. Tutti questi progetti erano tesi a ridurre la disoccupazione e a consolidare ed ampliare presso l’opinione pubblica il consenso verso il partito nazista. I rapporti economici comunque non mutarono, il grande capitale aveva stretto un’alleanza con il partito nazista e quest’ultimo si assicurò la sua accondiscendenza dando mano libera agli imprenditori nella gestione interna delle loro aziende. Naturalmente però questa libertà aveva un limite, tutto doveva essere indirizzato a rendere la Germania una potenza militare in grado di tenere testa alle altre potenze.

Cultura Tags:autostrade, economia tedesca, Hitler

Navigazione articoli

Previous Post: M5S: la breve storia del populismo normalizzato
Next Post: Roberto Capucci, un couturier tra moda e architettura

Related Posts

  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura
  • Un Plurisecolare tormento alle radici dell’aggressività occidentale Cultura
  • 14 luglio 1789 Cultura
  • La scommessa di Maarbale Cultura

More Related Articles

Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura
Un Plurisecolare tormento alle radici dell’aggressività occidentale Cultura
14 luglio 1789 Cultura
La scommessa di Maarbale Cultura

Ultimi Articoli

  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta

Video in evidenza

Legal

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni
  • Acqua, da bene comune a prodotto finanziario, in nome di sua Maestà il Profitto Prima Pagina
  • Credere o non credere – la fede laica nelle istituzioni Prima Pagina
  • USI, il sindacato pensato e costruito dai lavoratori Prima Pagina
  • La Grecia ritorna all’inizio dell’ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere Prima Pagina
  • I dolori del giovane PD Prima Pagina
  • PNRR: se lo conosci lo combatti Prima Pagina
  • Germania, Polonia e UE Prima Pagina
  • Ancora una volta un pessimo governo Prima Pagina
  • Cui prodest? Prima Pagina
  • Ora la NATO teme di perdere la guerra Prima Pagina
  • Madri e figli nelle migrazioni Prima Pagina
  • Io non c’entro Prima Pagina

Punto Critico Blog - LM