Skip to content

  • Home
  • News
  • Prima Pagina
  • Politica Internazionale
  • Cultura
  • Trattati
  • Territorio
  • Chi siamo
  • Toggle search form
  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran Prima Pagina
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi Prima Pagina
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo Prima Pagina
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump Politica Internazionale
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Cleone il demagogo e i suoi epigoni Politica Internazionale
  • Il solito liberismo a fronte del collasso Prima Pagina
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina
  • La Grecia ritorna all’inizio dell’ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere Prima Pagina
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • Chi paga e chi comanda la guerra di Kiev Prima Pagina
  • Israele, l’ultimo stato colonialista europeo Prima Pagina
  • L’antisionismo NON È antisemitismo. Prima Pagina
  • L’aiutino arriva da oltre oceano… Prima Pagina
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura

L’impresa e il lavoro nel Terzo Reich (seconda parte)

Posted on 15 Giugno 202114 Giugno 2021 By Riccardo Pittino

I “buoni propositi” di Hitler nei confronti dei lavoratori naturalmente vennero subito accantonati una volta ottenuti i loro voti. L’unica promessa che mantenne fu quella di dare un posto di lavoro ai disoccupati. Il lavoro era solo l’ultimo ingranaggio della nuova macchina nazista. Una macchina votata alla guerra e tutto quello che avvenne successivamente era volto a prepararla.

Più che di legislazione del lavoro dovremmo parlare di un ritorno alle consuetudini medievali. I braccianti agricoli erano legati per legge al lavoro nei campi e non poteva lasciarlo per altre attività, anche se questa forse fu la legge nazista meno osservata, dal 1933 al 1939 circa 1,3 milioni di braccianti passarono comunque all’industria e ad altri lavori. Nel campo industriale però la legge venne rigidamente fatta rispettare. Con una serie di decreti vennero limitate le possibilità di un operaio di passare da un lavoro all’altro e gli uffici statali del lavoro dal 1935 controllavano in via esclusiva gli impieghi, decidevano le assunzioni, le retribuzioni e tutte le questioni riguardanti l’occupazione.

Con il libretto di lavoro nel febbraio del 1935 il controllo sui lavoratori fu totale. Senza questo documento non si poteva venire assunti e se un datore di lavoro lo tratteneva presso di se non si poteva trovare un altro impiego legalmente. Nel 1938 con la coscrizione al lavoro, lo stato obbligava ogni tedesco a prestare il proprio lavoro secondo le indicazioni che le istituzioni ritenevano più utili.

L’unica certezza per il lavoratore era la sicurezza di poter mantenere il proprio posto e di conseguenza il proprio reddito. Visto quello che era accaduto negli ultimi anni della repubblica di Weimar non si trattava di una questione di poco conto per delle persone che facevano affidamento solo sulle proprie braccia per poter vivere e mantenere la propria famiglia.

Il partito nazista perseguendo una società totalitaria aveva anche pensato a come organizzare il tempo libero in maniera tale da tenere sotto controllo le masse di lavoratori. Tramite l’istituto “Kraft durch Freude“ (la forza attraverso la gioia) tutte le associazioni precedenti, dal calcio agli scacchi, furono controllate e gestite secondo i dettami nazisti. Vennero offerti ai lavoratori a prezzi molto convenienti crociere, vacanze al mare, ai laghi, in campagna e in montagna.

Milioni di lavoratori usufruirono di questi servizi, che non si limitavano alle sole ferie, ma includevano prezzi speciali per cinema, concerti e molti spettacoli. Una organizzazione imponente che comunque veniva pagata dai lavoratori e non esente da lati oscuri, soprattutto di natura finanziaria. I bilanci erano, per così dire, molto opachi e non pubblici.

La crisi degli ultimi anni della Repubblica di Weimar aveva scavato molto nelle insicurezze dei lavoratori e l’avere un posto sicuro fece premio rispetto a tutto il resto e lo fece a dispetto di tutti i maneggi della classe dirigente nazista che non era meno corrotta della precedente, anzi forse lo era di più, vista la mancanza di controlli anche minimi.

Cultura Tags:economia Terzo Reich

Navigazione articoli

Previous Post: My Hero Academia – L’immagine della nostra generazione
Next Post: Il gonzo progressista

Related Posts

  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura
  • Un Plurisecolare tormento alle radici dell’aggressività occidentale Cultura
  • 14 luglio 1789 Cultura
  • La scommessa di Maarbale Cultura

More Related Articles

Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura
Un Plurisecolare tormento alle radici dell’aggressività occidentale Cultura
14 luglio 1789 Cultura
La scommessa di Maarbale Cultura

Ultimi Articoli

  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta

Video in evidenza

Legal

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni
  • America has a stake in Biden’sbig meeting with McCarthy Prima Pagina
  • Elezioni comunali, la stanchezza di un voto Prima Pagina
  • Israele, l’ultimo stato colonialista europeo Prima Pagina
  • Conflitto israelo-palestinese: le amnesie del politicamente corretto Prima Pagina
  • Riassunto dell’iniziativa “Il «non detto» del passaggio dei Paesi del blocco sovietico nell’economia di mercato” Prima Pagina
  • Le contraddizioni della sinistra tra il MES e la giustizia sociale Prima Pagina
  • Madri e figli nelle migrazioni Prima Pagina
  • Serse all’assalto dell’Europa (prima parte) Prima Pagina
  • L’Italia che affonda lentamente Prima Pagina
  • Argentina sempre sotto il tacco del fondo Prima Pagina
  • La Nota di aggiornamento al Def Prima Pagina
  • L’Ucraina e i russi (per non parlare dei Rus’) Prima Pagina

Punto Critico Blog - LM