Tiberio

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Tiberio e la rivolta illirica (seconda parte)

Primi mesi dell’anno 6 d.C., settecentocinquantanovesimo ab Urbe condita: nella pianura danubiana Tiberio è intento a preparare l’offensiva contro Maroboduo e i suoi sudditi. Quest’impresa, se condotta felicemente a termine, rappresenterebbe il culmine della sua prestigiosa carriera militare: benché di recente fondazione, il regno marcomanno appare saldo e ben governato; inoltre il suo territorio non

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Tiberio e la rivolta illirica (prima parte)

Dopo un biennio di assenza forzata, lo scorso novembre sono tornato a Roma per partecipare a un direttivo politico e, avendo la domenica libera, mi sono concesso una lunga passeggiata per le vie del centro sotto un cielo che si aggrottava sempre più. Sant’Ignazio, san Luigi dei Francesi: Caravaggio insomma… una sequela di acquazzoni e

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Un “Dio” crudele e beffardo (seconda parte)

Certo, che il nostro giovanotto avesse un’altissima opinione di sé è difficilmente contestabile, parecchie sue uscite lo dimostrano e in primis la frase che, a quanto riportato dalle fonti, era solito pronunciare in greco: “chi osa farmi da maestro?”. Quanto alla passione per il vino e le dissolutezze essa si manifestò non appena le circostanze

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Un “Dio” crudele e beffardo (prima parte)

Gaio Cesare, terzogenito di Germanico, nasce a Roma nel 12 d.C. – dunque ancora sotto Augusto – e passa i primi anni di vita al seguito del padre, comandante delle truppe romane in Germania. Cresce negli accampamenti fra i soldati, che si affezionano al bimbo e lo soprannominano Caligula, che vuol dire “sandaletto” (militare). Germanico,

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Fanciulli, comete, vangeli e un crocifisso

Al pari del fondatore dell’impero cinese Shi Huang Di, Ottaviano fu un uomo spietato, ma mentre il primo eccelse nell’arte militare (e non riuscì a fondare una dinastia) il romano fu essenzialmente uno statista e un politico di impareggiabile talento. Di origini abbastanza modeste, ma imparentato con Giulio Cesare, seppe cogliere e mettere a frutto

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La solitudine del nesiarca (seconda parte)

A proposito della designazione augustea di Tiberio a successore Svetonio esprime un’opinione nient’affatto peregrina, anche perché esplicitamente fondata su fonti da lui consultate: “Tuttavia non posso essere indotto a pensare che un principe tanto circospetto e prudente abbia agito in maniera avventata, soprattutto in un affare di tanta importanza; credo invece che abbia soppesato i

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