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Saturno: il gioiello del sistema solare

Posted on 3 Gennaio 20213 Gennaio 2021 By Luca Marini

Saturno é il secondo pianeta per grandezza dopo Giove, con il quale condivide molti aspetti. E’ uno dei pianeti più celebri, grazie al suo spettacolare sistema di anelli che lo rendono così  meraviglioso.  Il pianeta orbita intorno al Sole ad una distanza di un miliardo e 429 milioni di Km, completando una rivoluzione in 29,5 anni: ogni stagione dura sette anni terrestri. Ruotando cosi rapidamente attorno al suo asse il giorno su Saturno dura solo 10 ore e 39 minuti. Anche Saturno é un pianeta gassoso, ed è il più “leggero” di tutti. La sua densità é di appena 0.7, minore di quella dell’acqua: se esistesse un oceano abbastanza grande da contenerlo, Saturno galleggerebbe. A causa della bassa densità e della rapida rotazione, Saturno risulta apparire “schiacciato”. La forza centrifuga dovuta alla rotazione, infatti, spinge verso l’esterno le regioni del pianeta che ruotano più velocemente, cioè quelle più vicine all’equatore, producendo una forma schiacciata ai poli.

Il pianeta ha un colore giallastro, dovuto alle nubi che lo ricoprono. L’atmosfera di Saturno è composta soprattutto da idrogeno ed elio, da una piccola percentuale di metano, ammoniaca e vapore acqueo. Vi soffiano venti fortissimi con velocità anche di 1.800 Km all’ora. Sotto l’atmosfera esiste un grande strato di idrogeno liquido, come quello di Giove, ed il nucleo è probabilmente di piccole dimensioni, denso e di natura rocciosa (ferro e silicati) con una composizione simile a quella della Terra. Come Giove, anche Saturno non possiede una vera e propria superficie. Non c’è separazione tra atmosfera e parte interna del pianeta e scendendo verso il centro si incontra gas sempre più denso e caldo. Saturno al pari di Giove, si sta contraendo lentamente, generando energia. La temperatura nel centro è di 12.000 gradi. La sua somiglianza con Giove non finisce qui: anche Saturno possiede un campo magnetico molto intenso, con le polarità invertite rispetto a quelle del campo magnetico terrestre e presenta delle tempeste in superficie. Una tempesta ha raggiunto una estensione superiore di 8000 Km al raggio terrestre. Al polo nord di Saturno è possibile osservare uno degli spettacoli più affascinanti del nostro sistema solare: la tempesta esagonale.

L’emisfero nord di Saturno ripreso il 2 aprile del 2014 dalla sonda spaziale Cassini, si nota bene la conformazione nuvolosa esagonale al polo.

Ogni lato dell’esagono misura circa 13.800 km, più del diametro del pianeta Terra. La conformazione nuvolosa ruota intorno al vortice centrale del polo nord di Saturno con un periodo di 10h 39min 24s, lo stesso periodo dell’emissione radio interna del pianeta e non si sposta longitudinalmente, come le altre nuvole dell’atmosfera visibile, ma rimane, al contrario, piuttosto stabile. Anche il polo sud di Saturno possiede un grosso vortice nel suo centro, ma, al contrario di quel che succede al polo nord, come riportato dal telescopio spaziale Hubble, non possiede alcun tipo di particolare o persistente conformazione nuvolosa, tantomeno di forma esagonale.

Gli anelli di Saturno sono conosciuti da molto tempo: furono osservati per la prima volta da Galileo all’inizio del 1600, ma con il suo semplice cannocchiale lo scienziato non riuscì a capire di che cosa si trattasse. Fu Christian Huygens a identificarli nel 1655, con uno strumento più potente. La loro bellezza non è dovuta solo ai colori o all’ampiezza, ma anche al fatto che sono molto luminosi. Gli anelli più grossi sono in realtà costituiti da migliaia di anelli più sottili. Essi sono costituiti da una miriade di particelle di roccia, polvere, ghiaccio, silicati, materiali ferrosi e anidride carbonica ghiacciata. 

Posizione e nomenclatura degli anelli.

Il sistema di anelli di Saturno, pur non essendo unico nel Sistema Solare, è tuttavia il più maestoso e il più luminoso. Esso è compreso tra 170.000 Km e 285.000 Km dal centro del pianeta, ma il suo spessore è di solo 1.5 Km. La temperatura nella regione degli anelli è di -200 °C. Dalla Terra sono visibili due grossi anelli detti A e B, e uno più tenue, detto anello C. Tra i primi due c’è una divisione detta di Cassini, in onore dell’astronomo che la scoprì nel 1675, mentre l’anello A presenta invece al suo interno la divisione di Encke. Quello più esterno, detto F, è composto da due anelli sottili e luminosi mescolati a dei “nodi”, che potrebbero essere piccoli satelliti ancora sconosciuti. In realtà la sonda Pioneer 11 ha rivelato che ognuno di questi è composto da migliaia di anelli più sottili, come in un disco musicale solcato da innumerevoli incisioni.

Saturno possiede almeno 18 satelliti, dei quali il più grande é Titano. Esso è il secondo più grande satellite del Sistema Solare, dopo Ganimede. Saturno ha molti satelliti di piccole dimensioni, nascosti tra gli anelli. Si pensa che ce ne possano essere molti altri che ancora non conosciamo. Titano è l’unico satellite del Sistema Solare a possedere un’atmosfera piuttosto densa. Essa contiene azoto e composti del carbonio, uno degli elementi che costituiscono le cellule degli esseri viventi e la sua pressione è simile a quella dell’atmosfera terrestre.

Lunedì 21 dicembre 2020 è accaduto un evento raro e davvero eccezionale nei nostri cieli: la Grande Congiunzione tra i due giganti del sistema solare. Una congiunzione così stretta non si vedeva da 400 anni, dall’epoca di Galileo e Keplero, ed è stata anche la prima osservabile a occhio nudo da ben 800 anni, ossia dal 1200 circa,  quando Giove e Saturno si sono fatti ammirare vicinissimi nei nostri cieli, raggiungendo meno di un decimo di grado di distanza (circa un quinto del diametro apparente della Luna piena). Una vicinanza che potrebbe farli sembrare come un unico astro, ed è proprio per questo che è stato ribattezzato come la stella di Natale 2020. In gergo astronomico, una congiunzione indica l’evento nel quale vi sono due corpi celesti allineati rispetto al punto da cui si osservano sulla Terra. Nel caso di due giganti, come appunto Giove e Saturno, il fenomeno viene soprannominato Grande Congiunzione, ed esso si verifica solitamente ogni 20 anni circa. In questo caso, tuttavia, l’evento di quest’anno è stato veramente raro: infatti, sebbene i due pianeti abbiano raggiunto una distanza di circa 724 milioni di chilometri, l’inclinazione delle loro orbite ci ha fatto sembrare che fossero così vicini da essere un unico pianeta. Ricordiamo che una congiunzione così stretta non si verificava dal 16 luglio 1623, anche se purtroppo l’interferenza con il Sole non ha reso Saturno osservabile a occhio nudo. Di fatto, quindi, è passato ancora più tempo da quando la Grande congiunzione fu vista ad occhio nudo, esattamente 800 anni fa, la notte del 1226.

Nell’augurarvi un buon proseguimento, vi segnalo che la prossima fermata la faremo sul settimo pianeta del Sistema Solare noto come Urano.

 

Cultura Tags:Astronomia

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