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Le dimensioni cosmiche

Posted on 14 Marzo 202128 Marzo 2021 By Luca Marini

Qualche tempo fa, mi capitò sotto gli occhi una vignetta, una di quelle che girano in rete, che in chiave umoristica raccontava di come un insegnante avesse chiesto ai propri alunni di disegnare su un foglio in formato A4 il sistema Solare in scala, e di come un genitore di uno degli scolari avesse risposto, giustamente, che il progetto assegnato al proprio figlio non era realizzabile, in quanto non risulta possibile raffigurare il sistema solare su un comune foglio, dato che lo spazio su di esso, non é sufficiente per una rappresentazione leggibile visivamente. Ecco, possiamo partire da questa storiella per cercare di capire le dimensioni cosmiche. Per meglio capire le dimensioni astrali, dobbiamo ridurre il tutto ad una scala comprensibile per la mente umana, dobbiamo avvalerci di proporzioni e misure “conosciute” per rendere il tutto facilmente assimilabile dal nostro cervello.

Cominciamo quindi: La nostra stella ha un diametro reale di 1391900 Km: Già con questo primo numero, le persone difficilmente si rendono conto dell’immensità del nostro astro primario. Riduciamo quindi il nostro sole a 50Mm (se preferite, cinque centimetri); Con il fattore di scala che ho scelto, 1 metro equivale a 27838000 chilometri reali e, con la stessa scala, i pianeti avrebbero le dimensioni e le distanze dal Sole che possiamo leggere nella tabella qui sotto:

 

 

Adesso che abbiamo una scala precisa e definita, possiamo fare qualche considerazione: Mercurio, il pianeta più vicino al sole, ha un diametro reale di 4866 chilometri, ma nella nostra proporzione ci risulta essere di 0,1 Mm! Praticamente un nulla. Poniamo di mettere il nostro sole di 5 Cm su una strada e volessimo posizionare anche tutti gli oggetti del nostro sistema solare, allo scopo di creare un modello in scala, Mercurio lo dovremmo posizionare a praticamente 2 metri. Venere e la Terra, entrambe di dimensioni di 0,4 Mm, dovremmo posizionarli rispettivamente a 4 e 5 metri. Marte a 8 metri, la fascia degli asteroidi a 15 metri, Giove a 28 metri, Saturno a 52 metri, Urano a più di 100 metri, Nettuno a 161 metri ed infine Plutone a 212 metri. Anche scalando il nostro sole ad un solo millimetro, Plutone lo dovremmo comunque posizionare a quattro metri di distanza. Ecco perché é impossibile realizzare un modello in scala del sistema solare su un solo foglio A4.

Ora che abbiamo una visione chiara grazie a dei numeri più facilmente comprensibili, rapportiamo il nostro sole di 1Mm alla stella più grande dell’universo osservato, ovvero UY-Scuti: Il nostro astro nell’immagine appare come un misero puntino.

 

UY-Scuti, la mostruosa stella dista da noi 5.219 anni luce ed ha un raggio di 1,1883 × 10^9 km.

 

Se si trovasse al posto della nostra stella, l’astro inghiottirebbe tutti i pianeti fino a Giove, posizionandosi a circa 150 milioni di kilometri da Saturno. Il piccolo esempio sopra riportato ci fà capire che il sistema di proporzione che abbiamo usato per il sistema solare, non é più sufficiente; Per misurare le enormi distanze tra i corpi celesti posti al di fuori del sistema solare, in astronomia si utilizza una particolare unità di misura, l’anno luce. L’anno luce, abbreviato in “a.l.”, non è dunque una misura di tempo, poiché non riguarda direttamente ore e minuti, bensì una misura di lunghezza che determina la distanza percorsa dalla radiazione elettromagnetica (luce) nel vuoto, ovvero lo spazio privo di attrazione gravitazionale, nell’arco di un anno. Considerando che la velocità della luce nel vuoto è di 300.000 chilometri al secondo, allora in un anno, ovvero per 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi, essa percorrerebbe approssimativamente 9.460,8 miliardi di chilometri, distanza che equivale appunto al valore dell’anno luce. Un fotone di luce (o quanto di luce) impiega un solo secondo per compiere tre orbite complete intorno alla terra. Nonostante la mostruosa velocità della luce, per raggiungere la stella più vicina al sole ovvero Proxima Centauri dovremmo “navigare” per 4,22 al, o volendo usare la scala prima usata per il nostro sistema solare, dovremmo posizionare Proxima centauri a circa 200Km. L’universo osservabile, quindi solo quella parte che noi siamo riusciti ad osservare, ha un diametro di 93 miliardi di anni luce; Una cifra davvero immensa.

Nei prossimi capitoli parleremo di Unità Astronomica, Parsec e sistema di misurazione attraverso di parallasse stellare.

Cultura Tags:Astronomia

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