Skip to content

  • Home
  • News
  • Prima Pagina
  • Politica Internazionale
  • Cultura
  • Trattati
  • Territorio
  • Chi siamo
  • Toggle search form
  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran Prima Pagina
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi Prima Pagina
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo Prima Pagina
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump Politica Internazionale
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Cleone il demagogo e i suoi epigoni Politica Internazionale
  • Il solito liberismo a fronte del collasso Prima Pagina
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina
  • La Grecia ritorna all’inizio dell’ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere Prima Pagina
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • Chi paga e chi comanda la guerra di Kiev Prima Pagina
  • Israele, l’ultimo stato colonialista europeo Prima Pagina
  • L’antisionismo NON È antisemitismo. Prima Pagina
  • L’aiutino arriva da oltre oceano… Prima Pagina
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura

Chiusi per Covid

Posted on 15 Marzo 202115 Marzo 2021 By Ivan Volpi

Il Friuli Venezia Giulia ritorna in zona rossa. Dopo la sesta settimana consecutiva nella quale si è riportato un peggioramento nel livello generale del rischio epidemico, il passaggio è avvenuto.

Il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore della Sanità non lascia dubbi: incidenza per centomila abitanti negli ultimi sette giorni oltre quota 260, nuovi casi segnalati nella settimana oltre il valore di 3200, focolai e nuovi casi in aumento, Rt puntuale costantemente sopra quota 1,30. In un contesto di questo tipo la classificazione di rischio è alta e i modelli matematici portano a immaginare che rimarrà così per altre tre settimane.

L’elevata incidenza accompagnato dall’aumento della trasmissibilità è dovuto alla circolazione delle nuove varianti. C’è stato un forte aumento nel numero di persone ricoverate in terapia intensiva con un tasso di occupazione che ha superato la soglia critica: i titoli degli articoli letti sui quotidiani locali fanno venire i brividi. Due su tutti: “Allarme spazi: malati di nuovo in palestra” oppure “Pronto soccorso di Udine saturo: sei infermieri esausti si licenziano”.

Da sabato sera le tre Aziende Sanitarie regionali hanno di fatto azzerato la loro operatività ordinaria. Unica e sola priorità saranno i pazienti affetti da Covid. Qualsiasi attività non urgente e differibile sarà rimandata. E’ una catastrofe che in questa terza ondata non sembra smettere di accadere, uno di quei disastri che “rovina tutto lasciando tutto immutato”.

Per un Servizio Sanitario Nazionale costruito sul principio della universalità delle prestazioni rese in condizioni di eguaglianza che dovrebbe garantire parità di accesso alle prestazioni, uniformità e globalità di intervento, questo è l’ennesimo segno di una resa incondizionata. Da oltre quarant’anni il sistema si realizza secondo un modello pubblico di finanziamento ma pesantemente integrato dall’offerta di strutture private, profit e no profit, regolate attraverso convenzioni.

In nome del welfare e di principi aziendalistici, le istituzioni si sono ritirate e così facendo molti diritti faticosamente conquistati con le lotte nei decenni passati  sono andati perduti. La tragica conseguenza è che la Sanità è sul punto di cedere all’onda d’urto di quella che non è solamente una pandemia ma una sindemia.

Come ha sottolineato Richard Horton, caporedattore di The Lancet, il contagio da SARS-Cov2 non ci porta soltanto a combattere l’agente infettivo ma ci costringe ad affrontare anche un insieme di problemi economici, sociali e ambientali le cui conseguenze si riflettono sulla popolazione di tutto il pianeta. Molti nodi di ordine superiore stanno venendo al pettine.

A confermare questo pensiero sono stati poi i medici della SINPF, riunitisi in occasione dell’ultimo congresso della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia. I problemi non arrivano unicamente dalla clinica del virus ma anche da tutta una serie di disturbi psicologici e psichiatrici che affliggeranno e stanno affliggendo non solo chi è venuto a contatto con la malattia ma anche coloro i quali, a causa del Covid, hanno vissuto la scomparsa dei propri cari, hanno perso il lavoro o subito gravi danni economici. “Dopo una fase iniziale in cui si è fatto il possibile per resistere e si combatteva soprattutto la paura del virus, ora sono subentrati l’esaurimento, la stanchezza, talvolta la rabbia.

E ciò che preoccupa è soprattutto l’ondata di malessere mentale indotta dalla crisi economica: le condizioni ambientali e socio-economiche hanno infatti un grosso peso sul benessere psichico della popolazione e la pandemia di Covid-19 sta creando le premesse per il dilagare del disagio”, ha detto Matteo Balestrieri, co-presidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia e professore ordinario di Psichiatria all’Università di Udine.

Sguardo sul Territorio Tags:Covid, sanità

Navigazione articoli

Previous Post: Le dimensioni cosmiche
Next Post: Da Weimar ad Hitler, l’interregno del governo Schleicher (seconda parte)

Related Posts

  • A Trieste, un altro sfregio, l’ovovia Sguardo sul Territorio
  • Un altro sfregio in FVG, un’acciaieria nella laguna dell’Aussa Corno Sguardo sul Territorio
  • PFAS e PESTICIDI nella pianura padana tra Veneto e Friuli, una terra avvelenata Sguardo sul Territorio
  • SIOT non demorde, e anche San Dorligo della Valle-Dolina soffrono Sguardo sul Territorio
  • Elezioni regionali 2023: una corsa contro il tempo Sguardo sul Territorio
  • Braccio di ferro tra il Comitato Alto But e SIOT Sguardo sul Territorio

More Related Articles

A Trieste, un altro sfregio, l’ovovia Sguardo sul Territorio
Un altro sfregio in FVG, un’acciaieria nella laguna dell’Aussa Corno Sguardo sul Territorio
PFAS e PESTICIDI nella pianura padana tra Veneto e Friuli, una terra avvelenata Sguardo sul Territorio
SIOT non demorde, e anche San Dorligo della Valle-Dolina soffrono Sguardo sul Territorio
Elezioni regionali 2023: una corsa contro il tempo Sguardo sul Territorio
Braccio di ferro tra il Comitato Alto But e SIOT Sguardo sul Territorio

Ultimi Articoli

  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta

Video in evidenza

Legal

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni
  • Ripresa green di mercato Prima Pagina
  • La depurazione del MoVimento 5 Stelle Prima Pagina
  • Seconda o Terza Repubblica? Prima Pagina
  • Il gioco rivelato Prima Pagina
  • Unione europea. Le aspettative di cambiamento suscitate dalla pandemia sono già smorzate? Prima Pagina
  • Democrazia sotto assedio Prima Pagina
  • Redistricting May Lead More Balanced Congress Prima Pagina
  • Un vero uomo di Stato: Enrico Mattei (prima parte) Prima Pagina
  • Femminicidi da manuale Prima Pagina
  • Senza un piano di realtà, la politica avrà un futuro? Prima Pagina
  • Elezioni francesi: terremoto o limbo? Prima Pagina
  • Uno spiraglio per uscire dal vicolo cieco del minoritarismo Prima Pagina

Punto Critico Blog - LM