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Urano, il pianeta dalle piogge di diamanti

Posted on 17 Gennaio 2021 By Luca Marini

Urano, dal nome del Dio greco padre di Crono (Saturno), é il settimo pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dalla nostra stella e si trova ad una distanza di circa 2,9 miliardi di km dal Sole (19,8 unità astronomiche). La luce del Sole impiega 2 ore e 40 minuti per raggiungere Urano. Come Giove, Saturno e Nettuno, Urano ricopre il “ruolo” di gigante gassoso del nostro Sistema Solare. Ha però la peculiarità di essere “di ghiaccio”, come Nettuno, perciò è noto come “gigante di ghiaccio”: la presenza di acqua, metano e ammoniaca rendono la sua atmosfera la più fredda del Sistema Solare, visto che raggiunge i -224.2°C. La massa di Urano è imponente ed è pari a circa 4 volte quella terrestre mentre Il raggio è di 25.362 km.

Scoperto nel 1781 dall’astronomo William Herschel, inizialmente si pensava che fosse una cometa o una stella, ma due anni dopo l’oggetto è stato universalmente accettato come nuovo pianeta, in parte grazie alle osservazioni dell’astronomo Johann Elert Bode. Urano possiede tredici anelli conosciuti. Quelli più esterni sono maggiormente luminosi degli interni, che sono scuri e di colore grigio, mentre alcuni degli anelli più grandi sono circondati da dischi di polveri. Ventisette sono le piccole lune che ruotano intorno al pianeta, ed hanno la peculiarità di avere nomi che richiamano i personaggi delle opere di Shakespeare e Pope. I satelliti più interni sono formati prevalentemente da ghiaccio e rocce, mentre la composizione dei satelliti più esterni rimane sconosciuta. Urano ha un asse di rotazione quasi parallelo al piano della sua orbita, al contrario degli altri pianeti del Sistema Solare i quali ruotano su loro stessi quasi perpendicolarmente ai piani orbitali. La sua rotazione è retrograda e la durata del giorno è molto breve essendo di appena 17 ore 14 minuti e 24 secondi.

Schema dell’orbita solare di Urano e della sua durata.

La sua atmosfera è molto particolare, formata per lo più da idrogeno ed elio, con una piccola quantità di metano e tracce di acqua e ammoniaca. Il metano nell’atmosfera conferisce a Urano il suo caratteristico colore blu-verde e la luce del sole viene riflessa dalle cime delle nuvole di Urano e assorbita dal gas metano. Sottoposte alle pressioni ed alle temperature estreme di Urano, sostanze comuni possono diventare piuttosto “aliene” creando piogge di diamanti su questo gigante del ghiaccio. Gli scienziati hanno a lungo pensato che i pianeti massicci come Nettuno e Urano, che contengono nuclei rocciosi relativamente piccoli coperti da un mantello di acqua liquida, ammoniaca e ghiacci di metano e circondati da una densa atmosfera, fossero soggetti a tali eventi e le simulazioni  in laboratorio lo hanno ulteriormente confermato. Secondo quanto ipotizzato da uno studio dell’Università di Stanford, su Urano e Nettuno si formano diamanti molto grandi, forse di milioni di carati. E’ inoltre probabile che nel corso di migliaia di anni, essi siano affondati lentamente attraverso gli strati di ghiaccio dei pianeti e si siano assemblati in uno spesso strato attorno al nucleo.

La sinistra falce di Urano, immortalata da Voyager 2 in occasione del volo radente sul pianeta, il 24 gennaio 1986 (Credits: NASA/JPL)

Questo pianeta tanto lontano quanto interessante non si fa mancare nulla poiché è stato anche teatro di aurore: esse sono dovute a flussi di particelle cariche che provengono da varie fonti, principalmente dal vento solare. I flussi vengono catturati in potenti campi magnetici e incanalati nell’alta atmosfera, dove le loro interazioni con particelle gassose come ossigeno e azoto producono spettacolari giochi di luci. L’aspetto insolito delle aurore di Urano rispetto a quelle degli altri pianeti potrebbe essere dovuto al bizzarro orientamento del pianeta, che come già detto rotola su un fianco. Su Urano esse sono molto brevi, ed invitano i ricercatori a indagare il suo campo magnetico del pianeta, che è molto particolare rispetto a quelli degli altri pianeti: infatti, esso non è centrato sul nucleo del gigante ghiacciato ed è inclinato di quasi 60° rispetto al suo asse di rotazione.

Prossima fermata: Nettuno, ultimo dei pianeti del Sistema Solare.

Cultura Tags:Astronomia

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