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Green New Deal: la riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico regionale

Posted on 18 Gennaio 2021 By Ivan Volpi

Con la crisi provocata dalla pandemia da Covid-19, è emersa la consapevolezza che un nuovo slancio all’economia del paese dovrà essere impresso da interventi di riqualificazione energetica e sismica sul patrimonio immobiliare pubblico italiano esistente: detto in parole semplici, su uffici e scuole. I dati della ricerca svolta da Nomisma a dicembre scorso per conto di Rekeep, principale operatore italiano nel settore dell’Integrated Facility Management, fotografano lo stato delle cose e quantificano i benefici che si potrebbero ottenere dagli interventi. L’urgenza di una riqualificazione nasce dal fatto che si tratta, in larga misura, di strutture datate e bisognose di ottimizzazioni dal punto di vista energetico e sismico. I benefici per il Paese individuati dalla ricerca Nomisma sono di vario tipo: dal punto di vista economico, in particolare, si parla di un effetto moltiplicativo sul PIL pari a 3,6 volte la somma investita e di una rivalutazione di valore fino a oltre il 30% degli immobili delle amministrazioni locali. Inoltre, la riqualificazione stessa degli edifici consentirebbe agli Enti Locali di risparmiare sulla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture e di ottenere consistenti risparmi energetici.

Nella ricerca sono stati valutati gli impatti su produzione, occupazione, valore aggiunto, reddito da lavoro: nella migliore delle ipotesi per il Friuli-Venezia Giulia si parla di 4,3 miliardi di impatto su 1,2 miliardi di investimento. In regione, inoltre, il Green New Deal sul patrimonio pubblico garantirebbe impiego a oltre 26.500 lavoratori.

Si tratterebbe di un impegno di spesa sicuramente ingente perché tra debito pubblico, Recovery Fund o Next Generation e Fondi strutturali 2021-2027 saranno disponibili importanti risorse pubbliche. Inoltre parte degli investimenti potrebbero essere finanziati direttamente dalle imprese private attraverso la formula del Partenariato Pubblico Privato, una soluzione che prevede di affidare a una società esterna gli interventi che vengono ripagati attraverso la gestione successiva dell’immobile.

“Le imprese private possono costituire un alleato fondamentale della PA per il rilancio della nostra economia, provata dalla pandemia che stiamo attraversando. Il Partenariato Pubblico Privato è una formula estremamente percorribile in tal senso perché può mettere a sistema risorse private in aggiunta a quelle pubbliche, facendo leva sulle capacità economiche e progettuali delle imprese, che oggi spesso mancano soprattutto nei piccoli Comuni, in una logica acceleratoria degli investimenti” ha aggiunto Claudio Levorato, Presidente di Manutencoop Società Cooperativa, holding di controllo di Rekeep S.p.a.

Questo avrà un senso se lo spazio pubblico riuscirà ad avere un ruolo determinante. Anche stimolando le capacità imprenditoriali sul territorio nella gestione delle risorse, dovrà essere parte attiva, capace di mettersi al centro per dare risposte alle emergenze sociali e ambientali che riguardano la vita della collettività. Al fine di perseguire l’interesse generale per il progresso sociale dovrà essere promotore di percorsi partecipativi secondo criteri di inclusione, collaborazione e stabilità del confronto. Nell’ambito della riflessione sulla democratizzazione e la trasparenza delle relative istituzioni e del loro avvicinamento ai cittadini europei, una forte spinta verso la valorizzazione della democrazia partecipativa come metodo di governo non è forse venuta negli ultimi anni anche dall’Unione europea? Forse è giunto il momento di far sentire la propria voce in maniera attiva e critica: come cittadini, come comunità, come lavoratori.

Sguardo sul Territorio Tags:amministrazionepubblica, green new deal

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