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La Germania e l’economia del riarmo

Posted on 22 Giugno 202121 Giugno 2021 By Riccardo Pittino

Hitler doveva mettere l’economia tedesca in grado di poter affrontare un conflitto senza dipendere dalle importazioni di materie prime. Il grande apparato produttivo tedesco rispose prontamente alle necessità della dirigenza nazista. All’inizio si avvalse degli esperti appartenenti al mondo degli affari. Persone come il ministro dell’economia Schacht lavorarono per portare avanti il riarmo cecando di non allarmare le potenze straniere tenendo nascosto i numeri della contabilità nazionale che avrebbero mostrato le ingenti risorse spese per l’apparato militare.

Adolf Hitler e Gustav Krupp si stringono la mano

Le principale industrie come la Krupp (acciaio e armi) e la IG-Farben (consorzio di industrie chimiche) misero le proprie risorse al servizio della macchina bellica. La prima, forte dei progetti che aveva sviluppato fin dagli anni venti, diede avvio alla produzione massiccia di armamenti come moderni carri armati. La IG-Farben invece lavorò per ottenere carburante sintetico dal carbone in sostituzione del petrolio. I suoi chimici già sviluppato i processi chimici prima del 1930 e il governo nazista ordinò di ottenere una produzione di 300.000 tonnellate per il 1937.

Stabilimento della IG-Farben ad Auschwitz

Sempre l’industria chimica tedesca, che all’epoca era leader a livello mondiale, riuscì anche a produrre la gomma sintetica dal carbone e da altri materiali nella disponibilità della Germania. Circa 240.000 stabilimenti e impianti furono destinati alle esigenze belliche e venero messi sotto il controllo militare. Per la fine del 1934 le linee guida del riarmo trovarono piena attuazione.

Nel 1935 la Saar tornò sotto il controllo tedesco e con essa anche il suo grande bacino carbonifero. Fu varato un importante programma di espansione navale. La marina militare  mise in costruzione due incrociatori da battaglia che superavano il tonnellaggio consentito dai trattati di Versailles. La costruzione di sommergibili era la parte più delicata del riarmo. La loro costruzione, con parti importate da altri paesi tra cui Paesi Bassi, Spagna e Finlandia, venne però rimandata. L’aviazione fu spronata a progettare e produrre nuovi aerei da guerra. Tutto si muoveva secondo i dettami di Hitler e nessuno in Europa si oppose seriamente.

Cultura Tags:Hitler, Riarmo della Germania, Schacht

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