Nome dell'autore: Mario Monaco

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Lo stato non è una famiglia

Il più grande successo ideologico della cultura dominante eletta a dogma di fede è la storia che i poteri pubblici siano delle entità fantasmatiche sprovviste di potere e di ogni possibilità di incidere sul reale, fatto totalmente sbagliato e profondamente falso, in linea con l’ideologia liberista dominante. Per cui, in questi anni, è passata l’idea

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Il competente e la solita minestra

Il discorso di Draghi al Senato è il naturale epilogo di una vicenda politica sviluppatasi negli ultimi trent’anni, quindi, l’esito voluto e cercato dalla classe dirigente italiana con la complicità di una politica prona agli interessi dei ceti dominanti: nessuno dei capisaldi fallimentari della precettistica neoliberale ci è stato risparmiato nei poco più di cinquanta

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Avanti a senso unico

2011, Governo Monti, presidente della repubblica Napolitano, 2021, Governo Draghi, al Quirinale Mattarella, cambiano gli attori e le comparse ma quello che non cambia è la direzione di marcia di un paese incapace di governarsi, flagellato dal succedersi di classi politiche inette e fallimentari che non sapendo cosa altro fare portano i libri al Quirinale,

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Draghi, il pilota automatico al potere

Missione compiuta! La crisi del Ministero Conte pilotata dal degno erede dell’Olonese, come il grande giurista Cordero definiva Berlusconi, il pirata di Rignano, al secolo Renzi, il sicario tosco-saudita per conto terzi, e in questi terzi mettiamoci un bel pezzo di Confindustria, poteri finanziari assortiti e la pancia eternamente reazionaria della maggioranza silenziosa del paese,

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Seconda o Terza Repubblica?

Da anni in Italia si discute di Seconda Repubblica ovvero del periodo repubblicano che va dal 1994, anno della “discesa in campo” di Berlusconi dopo il crollo della Prima Repubblica (la Repubblica dei partiti, secondo la fortunata definizione di Pietro Scoppola, durata quasi un cinquantennio, dal 1946 al 1992), al 2018, anno che vede la

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Anatomia del discorso liberista

Il discorso del senatore Monti in occasione del voto di fiducia e il relativo articolo scritto per il Corriere della Sera, costituiscono un uno-due indicativo dello stato d’animo dei liberisti nostrani con proiezioni internazionali, e possono essere presi ad esempio di una sommaria indagine autoptica, essendo notoriamente morto il corpo del liberismo, come sappiamo, anche

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CIAO Conte

Alla fine Matteo Renzi la crisi l’ha fatta per davvero, quello che per diverse settimane è sembrato solo un lungo lavorio tattico ai fianchi del Giuseppi nazionale, che mai si pensava avrebbe portato alla rottura di precari e delicati equilibri politici tenuti in vita dalla prospettiva monstre, per il centrosinistra di governo alleato del populismo

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De Gasperi, l’uomo dello sconforto

I grandi libri spesso sono quelli che aprono nuove prospettive di ricerca, strade inedite prima inesplorate, scenari di senso ai quali non si poneva sufficiente attenzione, e, purtroppo, a questa categoria appartengono non di rado testi poco conosciuti, se non proprio dimenticati, annegati nella sovrapproduzione di un mercato editoriale saturo. Uno di questi è un

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Prima tagliano e poi chiedono il MES sanitario

“Nel 2017 la spesa sanitaria pubblica in Italia è stata pari al 6,6% del Pil, un valore inferiore di circa tre punti percentuali a quella in Germania (9,6%) e Francia (9,5%), di un punto percentuale rispetto al Regno Unito, e di poco superiore a quella di Spagna (6,3%), Portogallo (6,0%) e Repubblica Ceca (5,8%). I

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Avrei un paio di domande

Adesso in tv è tutto un profluvio di “green”, “pulito, sano, sostenibile e giusto”, dalla mattina alla sera, come quando ero ragazzo era tutto un “mission”, “vision”, “nell’era della globalizzazione”, “i confini non esistono più”…Come se creare un ecosistema linguistico, confortevole e accattivante, di per sé sia sinonimo di cambiamento positivo: ma che vorrà dire

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Le contraddizioni della sinistra tra il MES e la giustizia sociale

Se dovessi scegliere un sentimento politico in grado di ben rappresentare questa epoca di passioni tristi, credo che il sentimento che vedo prevalente nel nostro paese, soprattutto nel campo di quello che una volta si definiva come centrosinistra, risieda in un sorta di capacità di illudersi, di percepire elementi materiali di natura sociale e politica

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Nuovi paradigmi per sfide inedite

Gli accadimenti di questo anno funestato dalla pandemia, e le relative risposte economiche dei governi che potremmo definire, con un eufemismo, non convenzionali, per non dire, con un ossimoro, emergenzial-strutturali, oramai, giorni fa mi hanno fatto riprendere in mano il libro di Vincenzo Ruggiero, “I crimini dell’economia”, edito da Feltrinelli, che opera un procedimento interessantissimo

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Senza un piano di realtà, la politica avrà un futuro?

La digitalizzazione progressiva delle nostre vite ha irrimediabilmente mutato il quadro percettivo nel quale ci muoviamo, rendendolo imparagonabile con contesti di vita a noi lontani: continuiamo ad amare, ad avere bisogni elementari, mangiare, bere, dormire, ad arrabbiarci, a voler costruire relazioni, come un egiziano dell’epoca dei faraoni, o come un fiammingo del ‘600, questo è

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Cui prodest?

Per quanto mi sforzi, non riesco a capire la natura e gli obiettivi di questo complotto, o insieme di complotti, che sarebbero all’origine dell’epidemia, secondo la narrazione consolatoria che ha tanto successo oggi, soprattutto nei circuiti social, che riproducono in una dimensione inedita discorsi e credenze da sempre circolanti nella sfera pubblica delle società moderne.

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Per una nuova prospettiva socialista

Spesso partecipo a discussioni sul futuro del socialismo, o meglio, se il socialismo avrà un futuro, fatto non scontato, e ne traggo l’impressione che il cammino sarà impervio, per varie ragioni. In Italia, innanzitutto, è inutile nasconderselo, i fatti del ’92, l’impronta craxiana negli anni ’80, insieme all’evoluzione neoliberale del postcomunismo italiano, hanno segnato il

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