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Uno sfregio al territorio

Posted on 14 Novembre 202214 Novembre 2022 By Emilia Accomando

Continuano le proteste contro il progetto Siot (azienda facente parte del gruppo TAL), che vuole realizzare una nuova stazione di pompaggio del greggio a Paluzza/Cercivento, San Dorligo della Valle, Reana del Rojale e Cavazzo Carnico.

In piazza, contro lo sfregio del territorio anche le Amministrazioni comunali interessate, il Comitato Alto Bût, Legambiente Fvg, il Comitato Prolago Tre Comuni, il Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento, Fridays for Future Carnia, Co.S.Mo e anche noi Comitato Stop TTIP di Udine.

Il progetto punta all’efficientamento del trasporto del greggio da Trieste all’Austria. In sostanza, Siot progetta di “riscaldare” il greggio e quindi ridurne la viscosità al fine di diminuire l’energia complessiva necessaria per il pompaggio. Per questo utilizzerebbe motori cogenerativi di alta potenza ed efficienza alimentati a gas; da questi motori ricaverebbe l’energia elettrica per alimentare le pompe ed il calore per fluidificare il greggio. Il risultato finale, secondo la stessa Siot, si limiterebbe all’aumento di un solo grado dell’enorme massa di greggio da fluidificare: da 15° a 16°.

In una delle ultime assemblee sul territorio Franceschino Barazzutti, figura esemplare di queste terre, ha parlato a nome di una serie di Comuni che intendono difendere il territorio, soffermandosi soprattutto nell’area carnica tra Cavazzo e Paluzza.

Una terra, già segnata da inquinamento dell’autostrada, un territorio che vedrebbe sconvolta l’area del lago, quello di Cavazzo, già in sofferenza per la derivazione dell’acqua a uso irriguo, area che subirebbe ancora un colpo decisivo per l’installazione dei cogeneratori a gas.

I Comuni non hanno armi per bloccare il progetto, purtroppo gli Enti interessati e la stessa Regione, a maggioranza centro destra, hanno dato giudizio di conformità. Mentre nel territorio di Bolzano con la Convenzione per la protezione delle Alpi si protegge il territorio evitando impatti ambientali, qui si delega ogni decisione alla Siot che gestirà il tratto italiano.

Qual è il profilo della TAL, di cui la Siot fa parte?

Preoccupante il fatto che la Siot faccia parte di un grande gruppo che trasporta energia, la TAL.

Le notizie di seguito riportate sono tratte proprio dalla presentazione della TAL sul web, pagine molto accattivanti. Da più di 50 anni, il Gruppo TAL gestisce l’Oleodotto Transalpino, un’infrastruttura energetica lunga 753 km che collega il porto di Trieste con il Centro Europa, provvedendo al fabbisogno petrolifero di Austria (90%), Repubblica Ceca (50%) e Germania meridionale (100%).

Il Gruppo si compone di tre società che operano nei Paesi attraversati dall’Oleodotto: Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino S.p.a. (S.I.O.T.) in Italia, Transalpine Ölleitung in Österreich Ges.m.b.H. in Austria, Deutsche Transalpine Oelleitung G.m.b.H. in Germania.
La compagine azionaria è rappresentata da alcune delle majors del settore petrolifero: OMV, Shell, Rosneft, ENI, C-BLUE B.V. (Gunvor), ExxonMobil, Mero, Phillips 66/Jet Tankstellen e Total; certamente questo sistema di alleanze con gruppi compromessi nel settore delle estrazioni “a tutto gas” è significativo ed anche inquietante, queste società puntano ai profitti, non certo al bene del territorio e degli abitanti.

Sempre nel profilo Tal si legge che la storia dell’Oleodotto Transalpino inizia nella seconda metà degli anni ’50, quando lo sviluppo dell’economia e conseguentemente quello dell’impiego di energia portò alla necessità di avere centri di raffinazione anche nelle zone interne dell’Europa, in prossimità degli insediamenti industriali con elevati consumi energetici. Per far fronte alla crescente domanda energetica della Germania meridionale e per incentivare l’economia della Baviera, l’allora Ministro dell’Economia bavarese, Otto Schedl, sostenne la realizzazione di nuove raffinerie nei pressi di Ingolstadt il cui rifornimento doveva essere assicurato tramite oleodotti.

Quest’iniziativa fu appoggiata dall’allora Presidente dell’ENI Enrico Mattei, che sostenne il progetto della costruzione di una raffineria in Baviera e un oleodotto di collegamento con l’Italia. La costruzione dell’Oleodotto dell’Europa Centrale (CEL) da Genova a Ingolstadt, frutto di un accordo italo-tedesco proprio su iniziativa di Mattei e ad opera dell’ENI per ridurre la circolazione delle autocisterne ed aumentare l’economicità del trasporto, iniziò a giugno del 1961, escludendo il resto dell’industria petrolifera. “La sua realizzazione, caratterizzata da costi elevati, ritardi, conflittualità e problemi ambientali, si concluse nel 1966, causando nel frattempo alle raffinerie bavaresi costruite nei pressi di Ingolstadt problemi di approvvigionamento” sono le parole presenti nel profilo della TAL.

Questa ultima frase indica alcune sopravvenute problematicità degli impianti già negli anni ’60; non è tutto oro ciò che luce. Le strutture di cui si parla potranno dare ancora oggi delle sorprese?

È stata consultata l’APE? Quale valutazione?

Il comune di Paluzza ha fatto richiesta all’Agenzia per l’Energia (APE) di effettuare uno studio del progetto e delle ricadute che avrà a livello ambientale. L’Agenzia per l’Energia, infatti, fornisce informazioni indipendenti, tempestive, rilevanti, affidabili e un supporto sia ai principali soggetti politici, economici sia ai cittadini in materia di risparmio ed efficienza energetica e di utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.

Dallo studio emerge che il progetto Siot avrà un impatto ambientale pesantissimo e un aumento ingiustificato dei consumi. È quindi un’evidente speculazione finanziaria che ha interessi di natura economica senza evidenti benefici né per l’ambiente né per i cittadini.
Quali sono i dubbi e le perplessità delle Comunità, dei Sindaci e delle Associazioni?

La centrale produrrà e consumerà il doppio dell’energia attualmente utilizzata e sarà prodotta dalla combustione del GAS METANO; i Sindaci denunciano che sulla vallata stazionerà una nuvola tossica persistente contenente monossido di carbonio, anidride carbonica e polveri sottili con conseguenti piogge acide dannose per l’ambiente e la popolazione; per i residenti vicini all’impianto ci sarà anche l’inquinamento acustico dovuto al funzionamento continuo dei motori; i cittadini della VALLATA subiranno, di conseguenza, inevitabili conseguenze per quanto riguarda la salute.

I vantaggi saranno solo per la Siot e verranno dal Gestore dei Servizi Energetici che concederà i “Certificati Bianchi” (denaro pubblico) per un valore di 1,5 milioni di euro; con ulteriori benefici la Società avrà un utile di 4,4 milioni di euro l’anno.

Numerosi i dubbi, quindi, da parte delle Associazioni. Secondo Legambiente, Siot utilizzerebbe il metano (energia non rinnovabile e oggi molto critica in quanto non ne è garantito il rifornimento nei decenni futuri) a prezzi molto contenuti, acquistandolo direttamente dalle Companies socie di Siot stessa (Eni, Exxon Mobil, BP, ecc.), risparmiando circa 2,7 milioni all’anno rispetto all’energia elettrica. La quantità complessiva di energia per il pompaggio e le relative emissioni, con i nuovi impianti, non solo non diminuirebbero, ma potrebbero addirittura aumentare sia con maggior produzione di CO2 e altri inquinanti quali CO e Nox, sia con un aumento di rumorosità. E soprattutto non si capisce come questi progetti stiano dentro il percorso di decarbonizzazione dell’energia che la Regione Fvg ha dichiarato di voler conseguire addirittura nel 2045, con 5 anni d’anticipo rispetto al resto d’Europa.

Numerose poi e articolate le posizioni contrarie dei Consiglieri regionali facenti parte della minoranza, 5 Stelle, Patto per l’Autonomia, Open Fvg e PD.

Conclusioni

Che dire, ancora una malefica storia di sfregio del territorio e di incuria nel proteggere le nostre ricchezze naturali, aria, acqua e suolo e soprattutto un’aggressione alle persone che ancora una volta sono ignorate e non protette, in nome di facili guadagni… e dietro queste politiche di offesa troviamo sempre l’arroganza delle multinazionali.

Notizie dell’ultima sul progetto Siot: la delibera verrà messa in calendario in Consiglio regionale FVG il 20 novembre prossimo, evidentemente per l’approvazione, Sindaci e cittadini pronti alla mobilitazione.

stopttipud@gmail.com

Fonti

  1. Non si fermano le proteste contro il progetto SIOT a Paluzza e Cercivento, 24 Agosto, Udine today
  2. Progetto Siot tra Cavazzo e Paluzza, i comitati continuano la loro battaglia, 12 Agosto 2022, Redazione studio nord News
  3. Comunicazioni del Comitato
    Pagina Tal sul web, https://www.tal-oil.com/gruppo-tal/company-profile
Sguardo sul Territorio Tags:SIOT

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