Skip to content

  • Home
  • News
  • Prima Pagina
  • Politica Internazionale
  • Cultura
  • Trattati
  • Territorio
  • Chi siamo
  • Toggle search form
  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran Prima Pagina
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi Prima Pagina
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo Prima Pagina
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump Politica Internazionale
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Cleone il demagogo e i suoi epigoni Politica Internazionale
  • Il solito liberismo a fronte del collasso Prima Pagina
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina
  • La Grecia ritorna all’inizio dell’ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere Prima Pagina
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • Chi paga e chi comanda la guerra di Kiev Prima Pagina
  • Israele, l’ultimo stato colonialista europeo Prima Pagina
  • L’antisionismo NON È antisemitismo. Prima Pagina
  • L’aiutino arriva da oltre oceano… Prima Pagina
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura

La Prussia nella Repubblica di Weimar (quinta parte)

Posted on 12 Gennaio 202112 Gennaio 2021 By Riccardo Pittino

Negli anni ’20 si succedettero alcune questioni di grande rilevanza che influenzarono i rapporti tra la Prussia e il governo centrale. Tra queste va sicuramente annoverata la riduzione delle entrate finanziarie, che la nuova amministrazione prussiana dovette subire a causa della cessione di una parte dei territori, dopo la pace di Versailles.

Guglielmo II durante l’esilio olandese

Accordi reali….

Furono risolte nel 1926, dopo il fallimento del referendum proposto dal partito comunista e poi sostenuto dai socialdemocratici, le questioni riguardanti i beni della ex casa reale degli Hohenzollern. Guglielmo II fu liquidato con 15 milioni di Reichsmark e 250.000 acri di proprietà fondiaria, mentre allo stato rimasero i castelli, 250.000 acri di terreni, le opere d’arte, le insegne regali (es. la corona) e l’ex biblioteca reale. Questi accordi furono votati al parlamento sotto la minaccia di dimissioni del presidente Braun: obiettivo del Primo Ministro di Prussia era quello di avere dalla sua un numero congruo di parlamentari per far passare la legge.

Otto Braun

Le riforme che non piacevano ai possidenti….

Pur essendo uno stato avanzato ed industrializzato, soprattutto nella parte Ovest, ad Est rimanevano ancora degli usi di stampo feudale nella gestione dei rapporti di lavoro tra proprietari terrieri e i lavoratori agricoli. Ad esempio una parte importante di questi ultimi veniva ancora pagata in natura (sotto forma di vitto e alloggio) e lo stipendio in questa forma poteva raggiungere l’80% del totale. A tutto questo si cercò di ovviare con delle riforme ma le resistenze furono molto forti e si sviluppò un movimento (es. Landvolkbewegung nello Schleswig-Holstein) in seno al mondo agricolo che sarà poi il primo grosso sostegno del partito nazista.

Simbolo del Landvolkbewegung

Poche risorse per l’istruzione….

Uno degli obiettivi era quello di migliorare le condizioni nella scuola primaria. In che modo? In primis, puntando alla riqualificazione del personale docente, attraverso la realizzazione di un percorso accademico che ne aumentasse qualità, visto che fino ad allora molti insegnanti avevano palesato una preparazione alquanto sommaria. Si cercò, poi, di aiutare gli studenti meritevoli, rafforzando il sostegno economico per coloro i quali provenivano da famiglie povere, e, infine, venne deciso di incrementare il personale scolastico per ridurre il rapporto studenti/docenti, che, in effetti,  passò da 55 allievi per insegnante a 38. Non tutte queste nuove misure, però,  trovarono piena realizzazione proprio a causa della mancanza di fondi, e anche questo elemento contribuì ad inasprire i già tesi rapporti tra la Prussia e il governo centrale.

Cultura Tags:Braun, Guglielmo II, Landvolkbewegung, Prussia, SPD

Navigazione articoli

Previous Post: La piramide demografica del Friuli Venezia Giulia
Next Post: La teoria che ha (contro)rivoluzionato il mondo

Related Posts

  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura
  • Un Plurisecolare tormento alle radici dell’aggressività occidentale Cultura
  • 14 luglio 1789 Cultura
  • La scommessa di Maarbale Cultura

More Related Articles

Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura
Un Plurisecolare tormento alle radici dell’aggressività occidentale Cultura
14 luglio 1789 Cultura
La scommessa di Maarbale Cultura

Ultimi Articoli

  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta

Video in evidenza

Legal

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni
  • Cop26: contrasto ai cambiamenti climatici? Prima Pagina
  • Austerità Prima Pagina
  • President Presses for $1.9 Trillion COVID Relief Prima Pagina
  • America has a stake in Biden’s big meeting Prima Pagina
  • Le dimissioni di Draghi Prima Pagina
  • #Insorgiamo, la lotta dei lavoratori GKN anche a Udine Prima Pagina
  • Madri e figli nelle migrazioni Prima Pagina
  • La Nota di aggiornamento al Def Prima Pagina
  • Ora la NATO teme di perdere la guerra Prima Pagina
  • L’europeismo di maniera degli “antitaliani” Prima Pagina
  • L’informazione “corretta” Prima Pagina
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina

Punto Critico Blog - LM