Skip to content

  • Home
  • News
  • Prima Pagina
  • Politica Internazionale
  • Cultura
  • Trattati
  • Territorio
  • Chi siamo
  • Toggle search form
  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran Prima Pagina
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi Prima Pagina
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo Prima Pagina
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump Politica Internazionale
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Cleone il demagogo e i suoi epigoni Politica Internazionale
  • Il solito liberismo a fronte del collasso Prima Pagina
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina
  • La Grecia ritorna all’inizio dell’ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere Prima Pagina
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • Chi paga e chi comanda la guerra di Kiev Prima Pagina
  • Israele, l’ultimo stato colonialista europeo Prima Pagina
  • L’antisionismo NON È antisemitismo. Prima Pagina
  • L’aiutino arriva da oltre oceano… Prima Pagina
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura

Rifare Udine

Posted on 13 Settembre 202113 Settembre 2021 By Ivan Volpi

Si registra uno strano fermento per le vie di Udine. Se nelle ultime settimane è stato possibile assistere alle allegre manifestazioni di chi contesta il sicuramente criticabile green pass al grido di “libbertà libbertà”, altre realtà si stanno facendo sentire. Se volessimo citare Edoardo Sanguineti nel suo breve saggio, regalo per il compleanno di Pietro Ingrao, “Come si diventa materialisti storici?”, potremmo dire che ci sono persone che stanno tentando  “di fare qualcosa. Non (parlano) perché voglio comunicare delle idee, ma comunicare una proposta pratica, qualcosa di praticabile, qualcosa che (cercano) di praticare e che sottopongo ovviamente al (nostro) giudizio.”

È l’alzarsi di voci di giovanissimi studenti, piccoli comitati di quartiere e gruppi di cittadini sensibili al futuro della città pubblica: sono persone che vogliono superare l’isolamento sociale attraverso il fotogiornalismo di inchiesta, gli incontri letterari e musicali nei quartieri periferici, la sensibilizzazione sui temi internazionali del multiculturalismo che ci toccano da vicino. Diverse sono anche le proposte lanciate per la riqualificazione degli spazi pubblici ora abbandonati o male utilizzati.

Non dimentichiamoci poi che sul nostro territorio sia gli eventi in ambito artistico che i diversi festival, anche di alto valore artistico o comprovata autorevolezza culturale, non mancano. Come non mancano le molte espressioni dell’associazionismo, solide e ben radicate.

Per questo motivo la nuova ondata che si affaccia sul panorama politico e sociale della città avrà un senso solo se si porrà l’obiettivo di uscire dalla fase di reflusso che stiamo vivendo, solo se si dimostrerà assai insoddisfatta, del tutto, della tradizione che viene trasmessa da ormai due-tre generazioni pressoché aliene da soprassalti e insofferenze radicali e deciderà di esprimersi sondando e sperimentando, facendo saltare il tavolo dei giochi.

Raccogliendo le parole di Renata Morresi si può sintetizzare il discorso dicendo che tra tanti io parlanti e una comunità, chiamiamola, di dialogo, c’è oggi ancora un grande, vastissimo deserto.

Sguardo sul Territorio Tags:associazioni, futuro, pianificazione urbana, politica, tradizione, Udine

Navigazione articoli

Previous Post: Chi vuole abolire il reddito di cittadinanza?
Next Post: Energia, politica e costi sociali

Related Posts

  • A Trieste, un altro sfregio, l’ovovia Sguardo sul Territorio
  • Un altro sfregio in FVG, un’acciaieria nella laguna dell’Aussa Corno Sguardo sul Territorio
  • PFAS e PESTICIDI nella pianura padana tra Veneto e Friuli, una terra avvelenata Sguardo sul Territorio
  • SIOT non demorde, e anche San Dorligo della Valle-Dolina soffrono Sguardo sul Territorio
  • Elezioni regionali 2023: una corsa contro il tempo Sguardo sul Territorio
  • Braccio di ferro tra il Comitato Alto But e SIOT Sguardo sul Territorio

More Related Articles

A Trieste, un altro sfregio, l’ovovia Sguardo sul Territorio
Un altro sfregio in FVG, un’acciaieria nella laguna dell’Aussa Corno Sguardo sul Territorio
PFAS e PESTICIDI nella pianura padana tra Veneto e Friuli, una terra avvelenata Sguardo sul Territorio
SIOT non demorde, e anche San Dorligo della Valle-Dolina soffrono Sguardo sul Territorio
Elezioni regionali 2023: una corsa contro il tempo Sguardo sul Territorio
Braccio di ferro tra il Comitato Alto But e SIOT Sguardo sul Territorio

Ultimi Articoli

  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta

Video in evidenza

Legal

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni
  • Rincorsa salari-prezzi? Prima Pagina
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • Sei lezioni di democrazia Prima Pagina
  • PIIGS 2020 : attualità del risveglio dei maiali Prima Pagina
  • Origini della stagnazione salariale Prima Pagina
  • L’Italia stanca e impoverita nell’urna elettorale Prima Pagina
  • La postdemocrazia Prima Pagina
  • Elezioni ’22: analisi del voto Prima Pagina
  • Il gioco rivelato Prima Pagina
  • Navigare a vista con il pilota automatico Prima Pagina
  • Servizio idrico: socializzare i debiti e privatizzare i profitti? Ora basta! Prima Pagina
  • Complotti e complottismi Prima Pagina

Punto Critico Blog - LM