Skip to content

  • Home
  • News
  • Prima Pagina
  • Politica Internazionale
  • Cultura
  • Trattati
  • Territorio
  • Chi siamo
  • Toggle search form
  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran Prima Pagina
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi Prima Pagina
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo Prima Pagina
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump Politica Internazionale
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Cleone il demagogo e i suoi epigoni Politica Internazionale
  • Il solito liberismo a fronte del collasso Prima Pagina
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina
  • La Grecia ritorna all’inizio dell’ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere Prima Pagina
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • Chi paga e chi comanda la guerra di Kiev Prima Pagina
  • Israele, l’ultimo stato colonialista europeo Prima Pagina
  • L’antisionismo NON È antisemitismo. Prima Pagina
  • L’aiutino arriva da oltre oceano… Prima Pagina
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura

Hitler: la presa del potere (seconda parte)

Posted on 30 Marzo 202129 Marzo 2021 By Riccardo Pittino

Le elezioni furono fissate per il 5 marzo del 1933. Hitler e i suoi accoliti speravano in una sollevazione da parte dei socialdemocratici e dai comunisti per giustificare un colpo di mano. Nonostante tutte le provocazioni naziste, il blocco dei giornali della sinistra e il divieto per i comizi non ci furono rivolte da parte dei “rossi”. Non fu comunque una passeggiata, ci furono cinquantuno antinazisti uccisi.

Göring, che aveva assunto la posizione chiave di ministro degli interni in Prussia, destituì centinaia di funzionari repubblicani sostituendoli con dei nazisti. La polizia doveva reprimere chi era contro lo stato ma non doveva ingaggiare scontri con le SA, le SS e i membri dello Stahlhelm. Affiancò alle forze dell’ordine un corpo di polizia ausiliario composto proprio da queste ultime formazioni. Di fatto i nazisti stavano occupando lo stato. I principali esponenti del partito comunista si diedero alla macchia, molti trovarono rifugio in Unione Sovietica. Ma l’ipotizzata sollevazione della sinistra non ci fu.

Hermann Göring

La sera del 27 febbraio avvenne l’evento chiave che i nazisti stavano aspettando, l’incendio del Reichstag. La colpa fu immediatamente data ai comunisti. Rimane ancora oggi un mistero se fu dato alle fiamme per ordine della dirigenza nazista oppure, e gli storici in generale sembrano propendere per questa ipotesi, se l’autore individuato dalla polizia Marinus van del Lubbe fu l’unico e il solo. Il rogo del parlamento tedesco fu utilizzato come pretesto per un giro di vite. Il giorno dopo fu emanato un decreto “per la protezione del popolo e dello Stato”, in esso si leggeva che “le restrizione della libertà personale, del diritto di libera espressione delle opinioni, compresa la libertà di stampa, del diritto di riunione e di associazione; violazioni del segreto nelle comunicazioni postali, telegrafiche e telefoniche private; mandati di perquisizione, ordini di confisca e restrizioni della proprietà sono permessi anche al di là dei limiti legali in vigore”.

Incendio del Reichstag

Oltre a questo vennero dati pieni poteri al governo centrale per imporsi sugli Stati federali e venne istituita la pena di morte per un certo numero di delitti. Moltissimi affiliati alla sinistra e ai partiti liberali furono arrestati tra cui anche alcuni membri del Reichstag nonostante godessero dell’immunità parlamentare. Ormai la censura e il blocco dell’attività politica dei partiti erano diventati pienamente legittimi.

Presidente Paul von Hindenburg

Il 5 marzo ci furono le elezioni, i nazisti, che speravano di ottenere la maggioranza assoluta presero il 44%, mancarono l’obiettivo, un terzo aveva votato malgrado tutto per i partiti di sinistra e il resto per gli alleati di Hitler e il Zentrum. Il destino della democrazia tedesca era segnato, il presidente Hindenburg non fiatò sulle palesi violazioni della costituzione ed anzi avallò lo stato delle cose con la sua firma. I tedeschi sarebbero tornati a votare per delle libere elezioni solo a guerra finita nel 1949.

Cultura Tags:comunisti, Hermann Göring, Hindenburg, Hitler, nazisti, socialdemocratici, Zentrum

Navigazione articoli

Previous Post: Quale direzione dopo l’emergenza?
Next Post: Ripartiamo dai “pensieri forti”

Related Posts

  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura
  • Un Plurisecolare tormento alle radici dell’aggressività occidentale Cultura
  • 14 luglio 1789 Cultura
  • La scommessa di Maarbale Cultura

More Related Articles

Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura
Un Plurisecolare tormento alle radici dell’aggressività occidentale Cultura
14 luglio 1789 Cultura
La scommessa di Maarbale Cultura

Ultimi Articoli

  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta

Video in evidenza

Legal

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni
  • Un vero uomo di Stato: Enrico Mattei (prima parte) Prima Pagina
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina
  • Il competente e la solita minestra Prima Pagina
  • Individualismo tecnologico e impotenza politica Prima Pagina
  • L’agonia della democrazia italiana Prima Pagina
  • Draghi, il pilota automatico al potere Prima Pagina
  • How the U.S. Raced to Arm Ukraine Against Russia Prima Pagina
  • Il gioco rivelato Prima Pagina
  • La svolta del 1981. A proposito di uno scritto di Beniamino Andreatta Prima Pagina
  • La politica del possesso palla: la Spagna entra nella fase decisiva Prima Pagina
  • Ustica: un missile francese colpì il DC9 Prima Pagina
  • L’uomo venuto da Simbirsk Prima Pagina

Punto Critico Blog - LM