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La politica economica di Hitler (terza parte)

Hitler dopo aver consolidato il potere a seguito della morte di Hindenburg, assumendo anche la carica di presidente, indirizzò la politica economica della Germania verso il riarmo La disoccupazione passò dai 6 milioni del 1932 al milione del 1936, la produzione nazionale nel 1937 era aumentata del 102% rispetto al 1932 . Personaggio chiave di

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Un piccolo grande uomo

Un tardo pomeriggio di aprile di millenovecentocinquantadue anni orsono, in un punto della Pianura Padana dove, secoli dopo, Guareschi avrebbe ambientato le avventure di don Camillo e Peppone. Nel campo, gremito di soldati, c’è attesa e fermento: un uomo, con indosso l’armatura e un mantello purpureo, scruta nervoso l’orizzonte. Tutto intorno campagne a perdita d’occhio

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Roberto Capucci, un couturier tra moda e architettura

“Il miglior creatore della moda italiana, un prodigio”. Così è stato definito il couturier Roberto Capucci da Christian Dior durante la presentazione della nuova collezione del giovane stilista a Palazzo Pitti a Firenze negli anni Cinquanta. Il linguaggio dello stilista col tempo si è avvicinato sempre di più a quello delle avanguardie ed ha spesso

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La politica economica di Hitler (seconda parte)

Consolidamento del potere. Questo era l’obiettivo principale che Hitler voleva perseguire dopo aver preso la cancelleria e liquidato di fatto la democrazia tedesca. La Germania si trovava in una situazione economica disastrosa anche se il fondo si era già toccato nel 1932. Il governo Schleicher aveva varato una serie di decreti per far fronte alla

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Una parvenza di normalità: il caso museale.

Una valigia, un treno che parte, una città inesplorata, i musei aperti, nuove cose da scoprire. Arte, cibo, cultura e un po’ di libertà. Dopo un tempo esageratamente lungo, abbiamo finalmente la possibilità di muoverci e recuperare tutte le cose messe da parte in questi mesi. Io mi sono spostata verso Milano e ho vissuto

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La politica economica di Hitler (prima parte)

Dopo aver preso tutte le leve del governo Hitler accantonò immediatamente la retorica e gli slogan a favore del lavoro che gli avevano permesso di ottenere molti voti. All’interno del partito c’erano figure come Ernst Röhm, capo delle SA, che propugnavano una seconda rivoluzione dopo essersi insediati nelle stanze che contavano. Il programma di questa

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Le rivolte contadine in Europa Occidentale tra il XIV e il XVI secolo (seconda parte)

Una società violenta e diseguale produce folle cenciose di bruti, la cui rabbia repressa erompe quando la sorveglianza del potere si allenta. Capita talvolta che a prendere la guida di turbe rumoreggianti sia una figura dotata di carisma – come Dolcino – o addirittura un letterato idealista, capace di dare forma a proteste che resterebbero

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Cambiare. Una mostra che va al di là dell’arte

Manca pochissimo all’apertura della 17esima mostra d’arte di Illegio, che inaugurerà nel pomeriggio di domenica 16 maggio sulle note di Chopin, un accompagnamento musicale a pianoforte che verrà trasmesso in tutte le sale della mostra. Come dichiara il curatore della mostra Don Alessio Geretti, ci saranno diversi colpi di scena di bellezza ed arte: è

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Weimar e Hitler: la mancata resistenza (quinta parte)

La formazione politica tedesca più vicina ai nazisti fu senz’altro il Deutschnationale Volkspartei (DNVP), un partito conservatore guidato da Alfred Hugenberg. Quest’ultimo era un importante imprenditore , proprietario della  Hugenberg-Konzern, azienda con interessi nell’editoria, nel cinema e nella stampa. L’altro partito del campo conservatore era il Deutsche Volkspartei (DVP), già guidato da Gustav Stresemann fino

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Le rivolte contadine in Europa Occidentale tra il XIV e il XV secolo (prima parte)

Ho dedicato un precedente articolo su questo blog all’epopea mistico-rivoluzionaria di Thomas Müntzer, a sua volta solamente un episodio – benché il più significativo dal punto di vista storico e politico – della Bauernkrieg che infuriò in Germania nel primo quarto del XVI secolo. Quella tedesca rappresentò un unicum per durata e dimensioni, visto che

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Amore e Psiche stanti: un capolavoro ignoto al grande pubblico

Una delle sculture più celebri di Antonio Canova è indubbiamente Amore e Psiche, scolpita nel 1793 e conservata al Museo del Louvre di Parigi. Amore e Psiche, Antonio Canova, 1793 ca, Parigi, Musée du Louvre  Ma non tutti sanno che lo scultore neoclassico, nel 1800 circa, crea una nuova versione chiamata Amore e Psiche stanti,

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Weimar e Hitler: la mancata resistenza (quarta parte)

Il Zentrum era, insieme a quello socialdemocratico, il partito più vecchio nell’agone politico tedesco. Nato per tutelare i cattolici dopo la fondazione del Reich nel 1870, ebbe la sua ragion d’essere prima in una netta contrapposizione al Cancelliere di ferro Otto von Bismarck e in seguito nel tentare di fare da argine proprio ai socialdemocratici.

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Il Favoloso Mondo di Amélie Poulain (e un po’ di tutti noi)

Ad Amélie Poulain piace: voltarsi nel buio del cinema ad osservare le facce degli altri spettatori; tuffare la mano in un sacco pieno di legumi; rompere la crosta della crème brulée con la punta del cucchiaino; far rimbalzare i sassi sul Canal Saint-Martin. Se anche voi come me siete rimasti folgorati da Il Favoloso Mondo

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Weimar e Hitler: la mancata resistenza (terza parte)

Il Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) era quello più strutturato e ricco di storia del panorama politico della Repubblica di Weimar. Nato nella seconda metà dell’Ottocento e confinato all’opposizione fino alla conclusione del primo conflitto mondiale, aveva ottenuto la fiducia di un terzo dell’elettorato. Negli anni Venti perse molti voti che confluirono nel Partito Comunista. Le

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