Skip to content

  • Home
  • News
  • Prima Pagina
  • Politica Internazionale
  • Cultura
  • Trattati
  • Territorio
  • Chi siamo
  • Toggle search form
  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran Prima Pagina
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi Prima Pagina
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo Prima Pagina
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump Politica Internazionale
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta Cultura
  • Cleone il demagogo e i suoi epigoni Politica Internazionale
  • Il solito liberismo a fronte del collasso Prima Pagina
  • L’azione penale a disposizione delle parti Prima Pagina
  • La Grecia ritorna all’inizio dell’ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere Prima Pagina
  • Kant, gli extraterrestri e un’insolita cometa Cultura
  • Chi paga e chi comanda la guerra di Kiev Prima Pagina
  • Israele, l’ultimo stato colonialista europeo Prima Pagina
  • L’antisionismo NON È antisemitismo. Prima Pagina
  • L’aiutino arriva da oltre oceano… Prima Pagina
  • I sionisti e il lascito di Giosuè Cultura

Guardare al futuro con ottimismo

Posted on 16 Maggio 2022 By Ivan Volpi

Secondo quanto scritto dal Financial Times pochi giorni fa, il responsabile finanziario del produttore di armi statunitense Lockheed Martin guarda al futuro con ottimismo perché negli ultimi tempi la sua azienda ha ricevuto molte richieste di armi e missili. Dall’inizio delle ostilità in Ucraina questo business ha registrato aumenti di valore di borsa a doppia cifra mentre le produzioni di armamenti impiegati nel conflitto russo ucraino sono mediamente più che raddoppiate. Bei tempi per le lobby della guerra.

Chissà se i lavoratori della Flex di Trieste possono dire la stessa cosa. L’azienda di proprietà del gruppo statunitense Flextronics, produttrice di componenti elettronici con oltre 580 addetti, ha annunciato di voler licenziare 280 lavoratori, di cui duecento diretti e ottanta interinali. Sembra molto lontano quel 2016 quando la Regione aveva accompagnato l’insediamento di Flextronics nel territorio giuliano, dando la massima collaborazione nel facilitare i rapporti con il Ministero dello Sviluppo Economico nell’ implementare progetti di ricerca e sviluppo che coinvolgevano soggetti pubblici e privati di primissimo piano. Si ponevano quindi le basi per importanti contatti con il tessuto industriale locale e con l’Area di Ricerca, in virtù proprio dell’ampia gamma delle soluzioni tecnologiche su cui la multinazionale si faceva portatrice, dalle infrastrutture di comunicazione, ai sensori, all’automotive e ai semiconduttori. Importanti ricadute occupazionali sembravano scontate.

Di fronte a questo bel libro dei sogni, la realtà si sta dimostrando ben diversa.

Già nel 2017 le difficili relazioni sindacali e la decisione dell’azienda di anticipare la fuoriuscita di 65 interinali, senza darne preavviso, furono un primo brutto segnale. Poi nel 2018 a fronte di quattrocento cinque lavoratori a tempo indeterminato e duecento ventisette su somministrazione, l’azienda si era impegnata a convertire a tempo indeterminato i contratti di somministrazione di cento lavoratori ma in staff leasing gli altri centoventisette. Infine l’anno scorso nuvole minacciose già presagivano quello che oggi si sta palesando: esuberi nell’ordine del quindici percento del personale quantificati in circa ottantasei lavoratori con contratto di somministrazione, molti dei quali con una decina d’anni di anzianità di servizio e con posizioni di rilievo nel processo produttivo. E’ la solita storiella della deflazione salariale che ricerca competitività e sviluppo, punisce salari e lavoratori per ottenere facili profitti.

Va segnalato che la multinazionale non ha mai realmente conosciuto crisi né sul lato dell’offerta né su quello della domanda; quello di Trieste poi è uno stabilimento all’avanguardia, soprattutto nel campo delle telecomunicazioni in fibra ottica, una tecnologia fondamentale al fine della realizzazione della famosa autostrada digitale necessaria allo sviluppo del nostro sistema paese. Diventa così paradossale la perdita di occupazione in un settore strategico in nome di quella delocalizzazione che fa leva su dumping fiscale e salariale in Paesi dove sono minori le tutele ed estremamente vantaggioso il costo del lavoro.

Oggi lunedì 16 maggio alle ore 10.00 in piazza Unità d’Italia a Trieste, tutte le organizzazioni sindacali saranno lì a protestare e a partecipare al presidio che deve mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su una vertenza che si prefigge di puntare al mantenimento degli attuali livelli occupazionali e della dignità di duecento ottanta lavoratori e delle loro famiglie.

Sguardo sul Territorio Tags:esuberi, flex, interinali, lavoro, licenziamenti

Navigazione articoli

Previous Post: USI, il sindacato pensato e costruito dai lavoratori
Next Post: L’arte biodegradabile fa il giro del mondo: Venezia

Related Posts

  • A Trieste, un altro sfregio, l’ovovia Sguardo sul Territorio
  • Un altro sfregio in FVG, un’acciaieria nella laguna dell’Aussa Corno Sguardo sul Territorio
  • PFAS e PESTICIDI nella pianura padana tra Veneto e Friuli, una terra avvelenata Sguardo sul Territorio
  • SIOT non demorde, e anche San Dorligo della Valle-Dolina soffrono Sguardo sul Territorio
  • Elezioni regionali 2023: una corsa contro il tempo Sguardo sul Territorio
  • Braccio di ferro tra il Comitato Alto But e SIOT Sguardo sul Territorio

More Related Articles

A Trieste, un altro sfregio, l’ovovia Sguardo sul Territorio
Un altro sfregio in FVG, un’acciaieria nella laguna dell’Aussa Corno Sguardo sul Territorio
PFAS e PESTICIDI nella pianura padana tra Veneto e Friuli, una terra avvelenata Sguardo sul Territorio
SIOT non demorde, e anche San Dorligo della Valle-Dolina soffrono Sguardo sul Territorio
Elezioni regionali 2023: una corsa contro il tempo Sguardo sul Territorio
Braccio di ferro tra il Comitato Alto But e SIOT Sguardo sul Territorio

Ultimi Articoli

  • I perché non detti dell’aggressione Usa contro l’Iran
  • Le materie prime, la forza economica e le guerre mondiali di ieri e di oggi
  • Due gemelli sfasati e un pescatore (fin troppo) Probo
  • Quello che unisce Venezuela, Iran e Groenlandia nella strategia di Trump
  • Teramene: Da manovratore occulto a vittima dei trenta

Video in evidenza

Legal

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni
  • Record Shares of Voters Turned Out Prima Pagina
  • Il competente e la solita minestra Prima Pagina
  • Rincorsa salari-prezzi? Prima Pagina
  • President Presses for $1.9 Trillion COVID Relief Prima Pagina
  • Vaccini e politica Prima Pagina
  • Perché non riusciamo a cambiare la nostra vita Prima Pagina
  • Thank you doctors Prima Pagina
  • Sanità al collasso Prima Pagina
  • Un vero uomo di Stato: Enrico Mattei (prima parte) Prima Pagina
  • La Nota di aggiornamento al Def Prima Pagina
  • Elezioni ’22: analisi del voto Prima Pagina
  • Per una nuova prospettiva socialista Prima Pagina

Punto Critico Blog - LM