Nome dell'autore: Sergio Farris

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Ragioni di potere

Alla fine del mese di giugno scadrà il cosiddetto ‘blocco dei licenziamenti’ che, si ricorderà, era stato introdotto durante l’emergenza sanitaria al fine di lenirne le conseguenze sul piano economico ed occupazionale. In base al decreto ‘sostegni bis’, dal primo luglio cadrà il divieto di licenziamento. Fino al 31 dicembre 2021 tuttavia, le aziende che

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Se non altro, per ora non si parla di tagli

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e le maggiori Organizzazioni sindacali hanno firmato un ‘Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale’, ma è presto per poter affermare che si tratti di una vera svolta. Negli ultimi decenni – durante l’ultimo in particolare –, anche prendendo

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Cultura

Roosevelt e la “Grande depressione” (quarta parte)

Pur fra incertezze ed esitazioni, un certo condizionamento da parte dei ceti industriali e del capitalismo agrario, il patto che Franklin Roosevelt stipulò con la nazione fece perno su un allargamento della base democratica del paese. Lavoratori dell’industria e sindacati, agricoltori, intellettuali progressisti (liberals) e associazioni di immigrati entrarono a far parte del blocco sociale

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Cultura

Roosevelt e la “Grande depressione” (terza parte)

Ancora in spregio alla tradizione dell’economia ‘classica’, non solo nel settore agricolo venne sacrificato il dogma della libera concorrenza. A giugno del ’33 entrò in vigore il National Industrial recovery act. Con la supervisione del National Industrial recovery administration, ente di controllo governativo, alle industrie fu consentita – derogando dalle norme antimonopolistiche – la stipulazione

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Cultura

Roosevelt e la “Grande depressione” (seconda parte)

Il candidato democratico Franklin Delano Roosevelt, durante la sua campagna elettorale, non aveva granché deviato dal comune sentire proprio della comunità accademica: alcuni suoi discorsi sulla crisi erano stati basati sulla necessità di sacrifici – il Governo costa troppo – come se occorresse mondare il Paese dagli eccessi del passato recente. Tuttavia, era apparsa palpabile

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Cultura

Roosevelt e la “Grande depressione” (prima parte)

Prologo Durante la prima metà del ‘900 vi sono stati tre eventi di spicco. Le due guerre mondiali e la ‘Grande depressione’ economica. Quest’ultimo evento, in particolare, merita sotto vari aspetti la qualifica di cesura: le sue conseguenze si sono riverberate negli aspetti politici, economici e sociali successivi. La ‘Grande depressione’ comportò un decennio di

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La teoria che ha (contro)rivoluzionato il mondo

Il Monetarismo si sviluppa contemporaneamente con la generalizzazione della Sintesi neoclassica – tra la metà degli anni ’50 e la fine degli anni ’60 – ma, rispetto a questa, che ambiva fra molte ambiguità a collocarsi nel solco keynesiano, la Scuola monetarista si pone in netta antitesi. La Scuola si inscrive nel filone di pensiero

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La svolta del 1981. A proposito di uno scritto di Beniamino Andreatta

Nel 1991 il già Ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta, spiegò le ragioni che lo avevano indotto dieci anni prima, con la famosa lettera, a decretare il ‘Divorzio’ fra Tesoro e Banca d’Italia. Nella posizione di Andreatta risultavano ormai interiorizzati i presupposti ideologici del Monetarismo, la scuola di pensiero che si era fatta strada in opposizione

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Unione europea. Le aspettative di cambiamento suscitate dalla pandemia sono già smorzate?

Con l’incedere della crisi pandemica, che è tuttora in corso, notevoli aspettative e speranze sono state poste sull’aiuto europeo. Si è affacciata così l’occasione, per l’Unione europea, di ‘battere un colpo’ e cominciare a sfatare la sua nomea di entità distante da una politica attenta alle comunità e luogo di conflittualità fra stati tutt’altro che

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Un vero uomo di stato: Enrico Mattei (quinta parte)

Il 21 ottobre 1962 (pochi giorni prima dell’ultimo viaggio in Sicilia, dove Mattei avrebbe inaugurato uno stabilimento industriale a Gagliano Castelferrato), l’Eni e la Standard Oil-Esso siglarono un’importante intesa commerciale. (Essa venne poi portata a compimento l’anno seguente da parte di Eugenio Cefis, il successore di Mattei). Vi era poi, in previsione, un accordo multilaterale

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Un vero uomo di Stato: Enrico Mattei (quarta parte)

Coerentemente con quanto già riportato, emerse una genuina simpatia di Mattei per i paesi sottosviluppati dell’area mediterranea. Un Paese produttore – pensava – aveva diritto ai benefici derivabili dalle risorse del sottosuolo di cui è proprietario. (La medesima posizione che il manager marchigiano aveva sostenuto e perseguito a proposito del gas metano rinvenuto in Pianura

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Un vero uomo di Stato: Enrico Mattei (terza parte)

Nel 1945 il primo problema da affrontare era, naturalmente, quello della ricostruzione e della riconversione industriale. L’inflazione era piuttosto elevata, dato che molto si importava dall’estero e la moneta nazionale era debole. Soltanto l’aiuto internazionale poteva consentire di ovviare alle difficoltà valutarie (come in effetti, avvenne). La scelta di politica economica optata dal liberale Luigi

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Un vero uomo di Stato: Enrico Mattei (seconda parte)

Nel 1947 la Democrazia Cristiana era tormentata dal dissidio fra le sue correnti:  schierarsi a fianco degli USA comportava gli aiuti del Piano Marshall, ma il brusco distacco dal Fronte socialcomunista – con la rottura all’interno del governo De Gasperi, dal quale erano state estromesse le sinistre – rischiava di recidere il legame emotivo con

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Un vero uomo di Stato: Enrico Mattei (prima parte)

Nella sera del 27 ottobre 1962 il mondo teneva il fiato sospeso. Kennedy e Kruscev disputavano la permanenza delle installazioni missilistiche sovietiche a Cuba. La tensione calò poco prima della scadenza dell’ultimatum americano – prevista per la mezzanotte –, quando i sovietici annunciarono lo smantellamento delle basi. La stessa sera, qualche ora prima, era accaduto

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