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Fanciulli, comete, vangeli e un crocifisso

Al pari del fondatore dell’impero cinese Shi Huang Di, Ottaviano fu un uomo spietato, ma mentre il primo eccelse nell’arte militare (e non riuscì a fondare una dinastia) il romano fu essenzialmente uno statista e un politico di impareggiabile talento. Di origini abbastanza modeste, ma imparentato con Giulio Cesare, seppe cogliere e mettere a frutto

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Le collezioni del Principe Alberto

Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (Castello di Rosenau, 26 agosto 1819 – Windsor, 14 dicembre 1861) fu il principe consorte del Regno Unito in quanto marito della regina Vittoria, che gli sopravvisse per quasi quarant’anni. Nato in Sassonia, membro della famiglia dei duchi di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, imparentata con la maggior parte dei monarchi europei, sposò a vent’anni la

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Asterix e il Regno degli dei

Nel 2014 anche il brand cinematografico di Asterix si arrende al domino della grafica CGI. I pupazzoni tridimensionali cedono il passo allo storico tratto bidimensionale di Albert Uderzo, senza, però, dilapidare la propria forza narrativa parodistica. Quello che viene venduto come un film commerciale comico, offre allo spettatore adulto la possibilità di meditare su tematiche

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Da Weimar ad Hitler, l’interregno del governo Schleicher (seconda parte)

Il breve governo Schleicher si trovò ad affrontare i nodi irrisolti delle precedenti amministrazioni. Uno dei capitoli più gravosi era la politica agricola del Reich. La caduta dei prezzi degli anni precedenti aveva messo a dura prova la tenuta del settore e moltissime aziende fallirono. I grandi agrari del Nord Est del paese però non

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Robert Owen e la nascita del socialismo inglese (seconda parte)

Inascoltate dall’avida classe proprietaria le perorazioni di Owen hanno fatto però breccia nel proletariato inglese, che lo rispetta per la sua integrità e l’indiscussa coerenza. Se mai lo è stato il gallese non è più un uomo ricco, ma le masse guardano a lui con fiducia poiché – a differenza di altri precursori del socialismo,

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Esempi di architettura neoclassica a Trieste

Continuiamo la scoperta degli affascinanti palazzi che caratterizzano l’incantevole Trieste neoclassica. Per la costruzione della Borsa Vecchia, venne indetto un concorso nel 1800 che vide protagonisti l’architetto Matteo Pertsch e il vincitore finale Antonio Mollari. Il prospetto principale richiama un tempio greco, con colonnato dorico, metope, triglifi e coronato dal timpano. Prospetto Principale Per la

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Da Weimar ad Hitler, l’interregno del governo Schleicher (prima parte)

Gli ultimi anni di vita della democrazia tedesca furono molto travagliati, funestati da una politica economica improntata all’austerità che provocò un massiccio aumento della disoccupazione. La situazione si faceva sempre più cupa e la vecchia dirigenza non trovava, o non voleva trovare, le soluzioni per uscirne. Tutto questo portò vari governi di impronta conservatrice (Brüning,

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Robert Owen e la nascita del socialismo inglese (prima parte)

Ho visitato il Galles una decina abbondante di anni orsono, quando ancora avevo il tempo, la voglia e la possibilità di viaggiare: è una terra ricca di fascino, di un verde ineguagliabilmente intenso sotto un cielo che, come quello d’Irlanda, “si riempie di nuvole e luce” passando in un istante dalla pioggia al sereno. La

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I tesori dell’Uniud: Palazzo Antonini-Maseri

Udine è una cittadina gremita di gioielli celati. Basterebbe alzare gli occhi al cielo per scoprire dettagli ed architetture incantevoli. Uno degli ultimi edifici acquisiti dall’Università degli Studi di Udine è Palazzo Antonini Maseri, conosciuto dalla cittadinanza come sede della Banca d’Italia. Il Palazzo viene eretto nel XVI secolo per opera del colto intellettuale Floriano

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Roosevelt e la “Grande depressione” (quarta parte)

Pur fra incertezze ed esitazioni, un certo condizionamento da parte dei ceti industriali e del capitalismo agrario, il patto che Franklin Roosevelt stipulò con la nazione fece perno su un allargamento della base democratica del paese. Lavoratori dell’industria e sindacati, agricoltori, intellettuali progressisti (liberals) e associazioni di immigrati entrarono a far parte del blocco sociale

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La grande inflazione di Weimar (terza parte)

Come abbiamo visto, le cause dell’enorme aumento dell’inflazione nei primi anni di vita della Repubblica di Weimar erano eminentemente politiche: il debito ereditato da quattro anni di conflitto, il problema dei risarcimenti di guerra e il tentativo di risposta all’occupazione della Ruhr finanziando i lavoratori e gli impiegati che non cooperavano con le truppe francesi

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Il “palazzinaro” che piegò Spartaco

Anche grazie allo splendido film di Kubrick (e all’interpretazione magistrale di Kirk Douglas) la figura di Spartaco non è ignota al grande pubblico: nativo della Tracia, disertò dall’esercito romano – in cui aveva servito da giovane presumibilmente come socius, cioè alleato – e fu per questo ridotto in schiavitù e destinato a combattere (e morire)

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Roosevelt e la “Grande depressione” (terza parte)

Ancora in spregio alla tradizione dell’economia ‘classica’, non solo nel settore agricolo venne sacrificato il dogma della libera concorrenza. A giugno del ’33 entrò in vigore il National Industrial recovery act. Con la supervisione del National Industrial recovery administration, ente di controllo governativo, alle industrie fu consentita – derogando dalle norme antimonopolistiche – la stipulazione

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La grande inflazione di Weimar (seconda parte)

Le cause che portarono all’aumento esponenziale dell’inflazione in Germania nel 1923 furono essenzialmente politiche. Il sostegno economico agli scioperanti della Ruhr ebbe l’effetto però di esacerbare i problemi del debito pubblico cresciuto durante e dopo la guerra. Oltre a questo c’era l’importante partita dei risarcimenti di guerra. Il grafico qui sopra riporta quanti marchi di

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