Nome dell'autore: Mario Monaco

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La democrazia italiana non si sente troppo bene

Le elezioni amministrative svoltesi domenica scorsa hanno interessato 12,1 milioni di italiani e, in particolare, 5,8 milioni sono stati i cittadini chiamati alle urne nei dieci comuni più grandi, da Roma a Latina, passando per città come Milano, Napoli e Bologna, facendo di questa competizione amministrativa un test probante sulla salute della nostra democrazia e

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Una crescita fondata sull’export

L’edizione domenicale del Sole 24 Ore ha riportato una notizia molto interessante, che ha suscitato la mia curiosità: ritornano a crescere le esportazioni nel 2021, riportando il comparto ai livelli pre-Covid, e facendo segnare un +11% in termini di incremento annuo, 480 miliardi di beni esportati, e questo porterà un contributo importante alla crescita del

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Energia, politica e costi sociali

Le parole del ministro Cingolani, quello addetto alla Transizione ecologica che in realtà sembrerebbe nascondere un ritorno al passato nucleare, sulla possibilità concreta di un aumento delle tariffe dell’energia, che si ripercuoterebbe in un aumento delle bollette di gas e luce per famiglie e imprese anche del 30% e forse del 40%, hanno riaperto una

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Chi vuole abolire il reddito di cittadinanza?

Perché la classe politica italiana, soprattutto a destra ma anche nel centrosinistra, guarda il reddito di cittadinanza con più o meno malcelata insofferenza e vorrebbe abolirlo? E, dato che la questione, centrale per la qualità della nostra già precaria democrazia, nasconde un aspetto fondamentale per la comprensione delle dinamiche politiche delle ultime settimane, perché i

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La colpevolizzazione di massa come arte di governo

Da quando il liberismo, rinvigorito e potenziato dal combinato disposto di tecnologia digitale e sanzione giuridica, diventando il famigerato neoliberismo, ha imposto il suo dominio, ideologico e simbolico prima che meramente politico, sulle popolazioni e sui governi del pianeta, la colpevolizzazione è diventata, se ci pensiamo bene, il primum movens del potere governamentale di questa

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Individualismo tecnologico e impotenza politica

C’è una relazione tra il proliferare della tecnologia digitale, con l’esplosione di reti sociali, piattaforme di messaggistica, applicazioni sempre più sofisticate, e la sempre più marcata incapacità, diffusa ad ogni livello sociale, di sviluppare una politica capace di raccordare le esigenze e i bisogni dei tanti segmenti nei quali si spezzettano le nostre società? Noi

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Senso comune e carriere politiche

E’ veramente singolare il processo di costruzione delle carriere politiche in Italia all’epoca del “liberismo reale”, il sistema economico e politico governato dal pensiero unico mercatista che si presenta come l’unico dei mondi possibili, un po’ come il socialismo reale dell’epoca della Guerra Fredda. Così come il giornalismo italiano non è che il riflesso del

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G8 di Genova e i tanti Provenzano d’Italia

Ho letto con vivo interesse il post di Peppe Provenzano, uno dei due vicesegretari del Pd, incaricato di “coprire” il partito a sinistra, l’altra vice, l’ultraliberista Irene Tinagli, lo copre a destra, che ricorda il ventennale dai noti fatti di Genova 2001, perché spiega meglio di un profilo psicopolitico il perché il Pd non sarà

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Renzi e il Capitale

In Italia c’è una lunga tradizione di politici, e forze politiche, proni ai voleri dei detentori del capitale, con gli ascari del giornalismo al seguito, come del resto nelle altre società dell’Occidente capitalistico, d’altronde, se si eccettua per alcuni momenti storici particolari, il “biennio rosso”, il trentennio glorioso, dalla fine del secondo conflitto mondiale agli

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La depurazione del MoVimento 5 Stelle

Non condivido la lettura dominante del conflitto tra Conte e Grillo che vedrebbe un Avvocato del Popolo in difficoltà nell’agguantare definitivamente la leadership del MoVimento, a causa delle bizze psicotiche di un Fondatore in preda ad una smania di egoismo senile. Secondo me è una lettura di comodo, tipica degli schemi consueti della società dello

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Il Paradosso del Progressista

In un paese che non riesce a mettere al centro della discussione politica e pubblica la povertà di milioni di nostri connazionali, il declino economico che ci affligge dall’entrata dell’euro in poi, e il progressivo impoverimento delle capacità produttive che costituisce una grossa ipoteca sul futuro, fervono però le discussioni sugli aspetti individuali, esistenziali, del

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Il gonzo progressista

Slavoj Zizek parlava di idiota liberale in riferimento ad un certo cosmopolitismo/multiculturalismo di impronta liberal in salsa americana che aveva improntato di sé il corso politico dell’America clintoniana, intriso di falsa coscienza, tracimato poi nell’Europa pre moneta unica e nel resto del pianeta. Noi, più modestamente, parliamo di gonzi progressisti, in riferimento ad una categoria

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